Tagli alla Sanità, con i biosimilari possibili risparmi fino a 500 milioni l’anno

La proposta di Gruppo Italiano Biosimilari e Associazione Donne in Rete a Governo e Regioni: rivoluzionare le gare regionali per l'acquisto dei farmaci biotecnologici sviluppando realmente la concorrenza tra originator e biosimilari

Armonizzare la disciplina delle procedure pubbliche di acquisto dei farmaci biologici, favorendo il confronto concorrenziale diretto tra i biosimilari e l’originator di riferimento ed escludendo il sistema delle “quote predeterminate”. E’ la proposta che il Gruppo Italiano Biosimilari, l’Associazione Donne in Rete, medici specialisti ed esperti di economia sanitaria presentano al Governo e alle Regioni, alla vigilia della Conferenza Stato Regioni, prevista per il prossimo 23 aprile, che dovrebbe sancire l’intesa su come e dove tagliare il fondo sanitario nazionale 2015.
Una misura alternativa ai tagli alla farmaceutica che da sola porterebbe risparmi al Ssn per 500 milioni l’anno. Con il sistema delle quote predeterminate – si legge nella nota rilasciata – si riserva ai biosimilari uno spazio molto limitato nel bando di gara restringendolo solo al fabbisogno stimato per i nuovi pazienti mai trattati con questo tipo di medicinale e riservando invece agli originator la gran parte della fornitura d’acquisto”.
Secondo una elaborazione del Centro Studi AssoGenerici su dati Ims Health, nel 2014 il consumo complessivo di biosimilari rispetto al mercato di riferimento per epoetine, filgrastim e somatropina ha superato il 50% in Toscana e nel Trentino – Alto Adige, mentre si registrano valori al di sotto del 15% in Basilicata, Puglia e Calabria, con una mediana che si è attestata intorno al 24%. Nei prossimi cinque anni verrà a scadenza la copertura brevettuale su altri farmaci biologici, per i quali il Servizio sanitario nazionale spende in media 1,5 miliardi all’anno: la concorrenza dei biosimilari consentirebbe, a regime, di liberare risorse fino a 500 milioni all’anno, che potrebbero essere reinvestite nel sistema per consentire al Ssn di rimborsare i farmaci innovativi.
“L’Aifa ha da tempo escluso che il farmaco biotecnologico possa essere sostituito automaticamente dal biosimilare ed ha chiarito che la scelta della terapia rimane una decisione clinica affidata al medico – sottolinea la nota – ma la libertà prescrittiva non si preserva certo alterando i meccanismi concorrenziali”.