Aids/Hiv, nuovi dati per il vaccino Tat. Potenzia l’effetto degli antiretrovirali

Il vaccino messo a punto dall'Iss, in associazione alla terapia antiretrovirale, stimola il sistema immunitario dei pazienti con Hiv. Pubblicati oggi su Retrovirology i risultati della seconda fase di sperimentazione

Nuovi dati per il vaccino anti-Hiv/Aids basato sulla proteina Tat, targato Istituto Superiore di Sanità. I risultati della seconda fase di sperimentazione, pubblicati oggi su Retrovirology, hanno dimostrato che il vaccino Tat, in associazione alla terapia antiretrovirale (Haart), stimola il sistema immunitario dei pazienti con Hiv, migliorando l’efficacia degli antiretrovirali e aumenta le cellule T CD4+, bersaglio del virus. Un aumento che è stato osservato anche per altre cellule immunitarie, quali cellule T e B.  La sperimentazione è stata condotta su 168 pazienti, seguiti per tre anni consecutivi, in undici centri italiani. Ai pazienti è stato somministrato il vaccino alle dosi di 7.5 o 30 microgrammi di proteina Tat una volta al mese, per tre o cinque mesi. La risposta maggiore è stata riscontrata nei soggetti che hanno ricevuto tre somministrazioni del vaccino contenente 30 microgrammi della proteina Tat, con effetti che persistono nei tre anni successivi all’immunizzazione. Sono ora attesi, per conferma, i risultati con il trial di fase II randomizzato e controllato con placebo recentemente completato in Sudafrica. In parallelo alla sperimentazione, è stato condotto anche uno studio osservazionale separato su un gruppo di 79 pazienti in trattamento con la sola terapia antiretrovirale. È stato osservato che nel gruppo al quale era stato somministrato anche il vaccino si è verificata una riduzione del “Dna  provirale” di Hiv che funge da indicatore della forma latente del virus nei cosiddetti “serbatoi del virus”.

“Abbiamo dimostrato per la prima volta che la terapia antiretrovirale può essere intensificata attraverso un vaccino – ha dichiarato Barbara Ensoli, direttore del Centro Nazionale Aids dell’Iss e a capo dell’équipe che ha messo a punto il vaccino -Si tratta di risultati che aprono nuovi scenari per indagare più specificamente se questo vaccino può aiutare a controllare il virus in pazienti con bassa aderenza alla terapia antiretrovirale, consentire la semplificazione della terapia, ridurre la trasmissione della malattia”.