Tagli alla sanità: un altro rinvio. Chiamparino: “Manovra da alleggerire”

Salta la Conferenza Stato-Regioni a causa del voto di fiducia sulla nuova legge elettorale. Il presidente della Conferenza delle Regioni: "Il tempo non è una variabile indipendente"

l_6944_chiamparino.jpgAncora un rinvio. Per l’intesa fra Stato e Regioni sui tagli alla sanità bisognerà aspettare, almeno, altri sette giorni. “Ci è stato detto che non è possibile tenere la Conferenza Stato-Regioni perché in concomitanza col voto di fiducia sull’Italicum”, spiega il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Sergio Chiamparino. La seduta era in programma oggi alle 15, ma alla Camera è in corso il voto di fiducia chiesto dal Governo sulla nuova legge elettorale.

I continui rinvii, però, potrebbero pesare sul tavolo del confronto. “La motivazione con cui è stata rinviata di una settimana la Conferenza è la concomitanza inevitabile con il voto di fiducia alla Camera. Ovviamente non posso che constatare che una manovra pensata su base annua più passa il tempo più è difficile da attuare”, spiega Chiamparino a termine della Conferenza delle Regioni che era stata programmata per oggi alle 13.30 in vista dell’incontro col Governo, poi rinviato. “Le Regioni – aggiunge Chiamparino – sono pronte a sottoscrivere l’intesa sulla base dei contenuti dell’ultimo documento elaborato congiuntamente con il Governo. Per quello che ci riguarda siamo pronti anche ad accettare un percorso di monitoraggio congiunto per valutare la fattibilità e la possibilità del raggiungimento degli obiettivi previsti”.

Sul fronte del governo, oggi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, – in una dichiarazione rilasciata a Sanità24 – si è rivolta alle Regioni sostenendo di non “poter accettare tagli lineari”. “E’ strano,  il ministro da una parte dà mandato ai suoi tecnici di stilare un documento condiviso, e poi nelle interviste dichiara che il documento non va bene. Credo che dovrebbe mettersi d’accordo con se stessa. Fino a ieri pomeriggio ho sentito il ministro e i suoi collaboratori. Mi hanno aggiornato sull’avanzamento dei lavori. Non mi è stata espressa alcuna contrarietà. Anche il ministro sa che più tempo passa più sarà difficile attuare la manovra integralmente”.

Sui tempi, Chiamparino lancia un messaggio inequivocabile al Governo: “Avverto che ormai siamo a maggio, i mesi non sono più dodici, ma otto. Vuol dire che bisogna trovare il modo per alleggerire la manovra. Il tempo non è una variabile indipendente”.

Dunque la partita dei tagli alla sanità, in corso ormai da mesi dopo l’approvazione della legge di Stabilità 2015, resta ancora aperta e i numeri e le ipotesi circolati finora potrebbero risultare già superati. Mai come in questa occasione vale il detto “il tempo è denaro”. Basta fare un paio di calcoli: se nel conto dei quasi 2,4 miliardi di tagli si considerano i mesi già trascorsi, ecco che l’alleggerimento di cui parla il presidente della Conferenza delle Regioni potrebbe valere 800 milioni di euro.”E il tempo non è una variabile indipendente”, insiste Chiamparino.