Ancora in calo, per l’ottavo anno di seguito, la spesa farmaceutica a carico del Ssn

Lo rivela un rapporto di Federfarma: “Le farmacie sono disponibili a dare il proprio contributo sul fronte del monitoraggio dell’uso del farmaco, della verifica del corretto utilizzo dei medicinali e dell’aderenza alla terapia e a investire nel potenziamento del servizio offerto alla collettività" spiega Annarosa Racca

“Anche quest’anno Federfarma ha realizzato l’ormai tradizionale opuscolo sulla spesa farmaceutica 2014 – come spiega Annarosa Racca, presidente di Federfarma – a ulteriore conferma di come la spesa farmaceutica convenzionata sia la voce di spesa più controllata e monitorata di tutto il SSN. Grazie ai dati forniti dalle farmacie, infatti, è possibile conoscere nel minimo dettaglio quanti e quali farmaci sono stati utilizzati dai cittadini e qual è stato il costo per il bilancio pubblico”.

Federfarma, come Aifa, è impegnata regolarmente a elaborare e pubblicare i dati di spesa e consumo relativi ai medicinali erogati in regime convenzionale. Sulla base di questi dati è emerso come nel 2014 la spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del Sistema sanitario nazionale sia scesa del 3,1% rispetto l’anno precedente. A conferma del trend che nel 2013 aveva visto una riduzione della spesa del 2,5%, e che quindi per l’ottavo anno di fila si conferma in diminuzione. Di pari passo rallenta l’aumento del numero delle ricette, che nel 2014 è stato del +0,2% (circa 10 ricette per cittadino, con oltre 609 milioni di ricette totali), mentre nel 2013 era stato apri a +2,6 per cento. Nel 2014 ogni cittadino ha ritirato in media 18 confezioni di medicinali a carico del Ssn, con un aumento del +0,2% rispetto al 2013 e oltre 1 miliardo 121 milioni di confezioni erogate.

Va sottolineato come l’andamento in calo della spesa, sia dovuto soprattutto alla riduzione del costo dei farmaci a carico del Ssn. Le ricette hanno subito un calo del valore medio netto del 3,3 per cento. Fenomeno che dipende dal crescente impatto dei medicinali equivalenti a seguito della progressiva scadenza dei brevetti, alle trattenute imposte alle farmacie e dalle misure applicate a livello regionale. Tra queste ultime, si segnalano l’appesantimento del ticket a carico dei cittadini e la distribuzione diretta di medicinali acquistati dalle Asl.

“Le farmacie – spiega Federfarma – continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa, oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci Ssn, con gli sconti per fasce di prezzo, che hanno prodotto nel 2014 un risparmio di circa 515 milioni di euro, ai quali vanno sommati circa 70 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007 e sempre prorogato. A tali pesanti oneri si è aggiunta, dal 31 luglio 2010, la trattenuta dell’1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata, da luglio 2012, al 2,25%. Tale trattenuta aggiuntiva ha comportato, per le farmacie, un onere quantificabile, nel 2014, in oltre 197 milioni di euro. Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel 2013, è stato di oltre 780 milioni di euro”.

A tal proposito Racca continua a spiegare che “è una situazione che richiede correttivi: un tetto di spesa troppo basso e troppo rigido non permette di investire sull’assistenza farmaceutica come strumento per garantire la sostenibilità complessiva del sistema. Spendere di più per il farmaco in farmacia, come dimostrano gli studi scientifici, significa, infatti, ridurre in misura assai più rilevante altre voci di spesa, come quella per i ricoveri ospedalieri”.

Ancora, aggiunge Federfarma, citando i dati Aifa, “l’incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata dal 12,9% di dicembre 2013 al 13,6% di dicembre 2014 a seguito degli interventi regionali sui ticket e del crescente ricorso dei cittadini ai medicinali di marca più costosi, con conseguente pagamento della differenza di prezzo rispetto all’equivalente di prezzo più basso. Complessivamente i cittadini hanno pagato oltre un miliardo e 469 milioni di ticket sui farmaci, di cui più del 63% dovuto alla differenza di prezzo rispetto al farmaco equivalente meno costoso”.

“Le farmacie sono disponibili a dare il proprio contributo sul fronte del monitoraggio dell’uso del farmaco – conclude Annarosa Racca – della verifica del corretto utilizzo dei medicinali e dell’aderenza alla terapia e a investire nel potenziamento del servizio offerto alla collettività, nella massima trasparenza, come dimostra anche questa pubblicazione. Confidano che la parte pubblica sfrutti questa disponibilità e volti finalmente pagina, considerando il settore farmaceutico un investimento e non un costo da comprimere”.

Leggi l’opuscolo di Federfarma “La spesa farmaceutica nel 2014”