Toscana, farmaci anti-Hcv a tutti. Il Consiglio sanitario regionale: “È un investimento”

Le conclusione dell’organo tecnico-consultivo: “Dare il farmaco a tutti è un investimento sia per la salute e la qualità di vita dei pazienti, sia sul piano economico”. Rossi incalza l'Aifa: "Noi vogliamo fare di più, è un diritto delle Regioni negoziare prezzi più bassi"

Niente ritardi nell’erogazione gratuita del farmaco anti epatite C a tutti i pazienti che ne hanno bisogno. Dare il farmaco a tutti è un investimento sia per la salute e la qualità di vita dei pazienti, sia sul piano economico, perché eradicare il virus consente di evitare tutte le spese future derivanti dal trattamento della malattia. Queste – secondo quanto riferisce Toscana Notizie, organo d’informazione della giunta regionale – le conclusioni cui è giunto il Consiglio sanitario regionale della Toscana, convocato ieri pomeriggio per esprimersi sulla decisione della Giunta di dare gratuitamente il farmaco a tutti i pazienti.

Il Consiglio sanitario regionale è l’organismo tecnico consultivo della Giunta e del Consiglio Regionale, istituito per assicurare scelte responsabili e consapevoli di promozione e tutela della salute. Nel corso dell’assemblea di ieri, il vicepresidente Antonio Panti ha ricordato come, in seguito all’annuncio della decisione della Giunta, “ci sono state reazioni negative dell’Agenzia italiana del farmaco”.

La delibera approvata lunedì scorso dalla Giunta recepisce il “Razionale per la pianificazione di un programma per il controllo dell’epatite cronica C in Toscana” approvato il 4 maggio scorso dalla Commissione Terapeutica Regionale. Loredano Giorni, responsabile del settore farmaceutica dell’assessorato alla Salute, ha evidenziato la sicurezza nell’erogazione del trattamento, anche perché è prevista la istituzione di un Registro regionale in rete, che monitorerà il flusso dati; e il fatto che ora, essendo terminato il monopolio sul farmaco, il mercato libero può abbassare fortemente i prezzi. Durante la discussione è stato sottolineato “il valore aggiunto dell’approccio terapeutico, che fa sì che i pazienti non arrivino alla fase avanzata e critica della malattia; la richiesta giunta in Regione da parte di tutti i professionisti di portare avanti un programma per il controllo dell’epatite C; il totale consenso di tutti i professionisti che fino ad oggi si sentivano ‘limitati’ e in difficoltà perché le cure ai pazienti non possono essere standardizzate”.

Sulla vicenda è tornato oggi il governatore della Toscana, Enrico Rossi: “Nel giorno in cui alcuni paesi del mondo ricorrono contro le case farmaceutiche che tengono troppo alto il costo del farmaco salvavita che sconfigge l’epatite C, è assai singolare che si voglia contestare una Regione che vuole mettere a gara il farmaco per garantire, a prezzi più bassi, l’accesso ad una popolazione più ampia rispetto a quella prevista dal piano nazionale Aifa. A noi risulta che l’Aifa fissa e contratta il prezzo massimo di rimborso a carico del sistema sanitario. L’Aifa ha già fatto questo per tutta Italia e per la Toscana, cui spettano 3.500 pazienti da trattare entro un anno e mezzo. Malati a cui le nostre strutture somministreranno il farmaco ai prezzi trattati dall’agenzia nazionale. Noi però – aggiunge il governatore della Toscana – non ci accontentiamo, perché il ritmo della guarigione sarebbe così troppo lento, comportando costi umani, sanitari ed economici. Vogliamo fare di più e somministrare il farmaco ad una popolazione ben più ampia”.

Po il presidente toscano rivendica il diritto delle Regioni a potere “negoziare ulteriori sconti e prezzi più bassi” per garantire “un maggiore accesso a queste cure essenziali”. “Cosa deve fare la Sanità pubblica – chiede Rossi – se non garantire farmaci salvavita a chi ne ha bisogno? Altre aziende in questi giorni stanno ricevendo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di farmaci che hanno la stessa finalità di cura. Il monopolio può quindi essere rotto mettendo in competizione più imprese. Possiamo così ottenere risultati importanti per i pazienti e accelerare il programma di eradicazione. L’Aifa non ha certo tra le sue funzioni quella di garantire i prezzi e gli assetti di mercato impedendo la possibilità di ulteriori sconti su ulteriori forniture”