Parkinson, approvati due dispositivi per la DBS compatibili con la risonanza magnetica

Activa, sviluppati da Medtronic, hanno ricevuto dalle Autorità regolatorie europee l’estensione dell’indicazione che consente l’accesso alla Risonanza Magnetica di tutto il corpo, sia per i nuovi pazienti, sia per quelli già impiantati

Lo 0,13%-0,15% della popolazione europea soffre di malattia di Parkinson. Di questi il 50% circa soffre di uno stadio avanzato della patologia, che spesso si dimostra anche resistente alla terapia farmacologica. In questo caso, e dopo molti anni di terapia farmacologica, quando gli effetti collaterali possono diventare importanti, la Neurostimolazione Cerebrale Profonda (DBS) è considerata una valida soluzione. Medtronic, a tal proposito, ha sviluppato i dispositivi Activa, i primi e unici approvati dall’Unione Europea e disponibili anche in Italia compatibili con la risonanza magnetica (RMN) full body. Oggi infatti i dispositivi hanno ricevuto dalle Autorità regolatorie europee l’estensione dell’indicazione che consente l’accesso alla Risonanza Magnetica di tutto il corpo, sia per i nuovi pazienti, sia per la maggior parte degli oltre 130.000 soggetti che, si stima, siano già stati impiantati in Europa, di cui 2.500 in Italia. I dispositivi DBS Medtronic erano già stati approvati come compatibili con la Risonanza Magnetica ma solo per l’encefalo e in situazioni limitate. La DBS è anche approvata per altre indicazioni quali distonia, OCD – disturbo ossessivo compulsivo, epilessia, tremore essenziale, per le quali i pazienti con DBS possono trarre vantaggio dalle nuove linee guida per la risonanza.

“Anche se non si prevede un aumento esponenziale dei malati di Parkinson, soprattutto grazie agli approcci terapeutici a cui oggi può fare ricorso il paziente anziano (terapie antiaggreganti, anticoagulanti, antipertensive o antidislipidemiche), che migliorano la prognosi delle patologie neurodegenerative che subiscono un concorso anche di origine vascolare, negli anni a venire – spiega Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson di Milano – ci troveremo, comunque, a dover affrontare gli effetti di questa patologia. Il problema a cui assistiamo è che ora il paziente viene trattato, con successo, con terapie farmacologiche nei primi 10-12 anni della malattia, poi, successivamente subentrano effetti collaterali difficilmente controllabili. In questi casi il paziente può essere ritenuto idoneo alla DBS”.

Per ottenere l’approvazione di compatibilità con la Risonanza Magnetica, per i suoi dispositivi DBS, Medtronic ha sviluppato sistemi di indagine e rilevazione con strumenti avanzati di modellazione elettromagnetica. I dispositivi DBS Activa esistenti sono stati sottoposti a test rigorosi e valutati su scansioni simulate di pazienti in oltre 38.000 condizioni uniche di impianto, per dimostrarne la sicurezza per i pazienti. Visti i numeri delle procedure di Risonanza Magnetica eseguite in tutto il mondo (circa 60 milioni ogni anno), la disponibilità di un dispositivo per la DBS, compatibile con questo esame di imaging, amplia la possibilità dei pazienti di avvicinarsi alla Stimolazione Cerebrale Profonda, senza dover più rinunciare a un esame diagnostico così importante per la diagnosi precoce di diverse patologie.

Nella maggior parte dei casi la terapia farmacologica a lungo termine inoltre, provoca complicanze motorie (discinesie e fluttuazioni), che influiscono negativamente sull’aderenza alla terapia medica, con conseguente peggioramento dei sintomi.

“Nel caso di un paziente portatore di un dispositivo DBS è importante poter eseguire un esame di Risonanza Magnetica dell’encefalo, sia per avere una migliore localizzazione dell’elettrodo e capire se c’è un malfunzionamento dell’impianto, sia a scopo diagnostico nel caso il paziente ne avesse bisogno” aggiunge ancora Luisa Chiapparini, Neuroradiologa dell’IRCCS Neurologico Besta di Milano. “Prima di questa approvazione, i portatori di elettrodi non potevano entrare in un campo magnetico a causa del potenziale rischio dovuto alle interazioni tra l’apparato elettronico posizionato e il campo magnetico stesso. Per questo motivo il paziente doveva optare per altre indagini come esami radiografici o TAC, non altrettanto precise. Progressivamente, con alcuni neuro stimolatori e con le dovute precauzioni, è stato possibile sottoporre alcuni pazienti impiantati alla Risonanza Magnetica all’encefalo. Ma la vera novità attuale è che l’esame diagnostico può essere eseguito a tutto il corpo”.

Gli indiscussi progressi nel campo tecnologico e l’entrata in uso di dispositivi sempre più innovativi contribuiscono a dar vita a dibattiti sulle modalità e sulla scelta di un determinato trattamento, soprattutto in un’ottica di sostenibilità. Le tecnologie all’avanguardia comportano sì costi iniziali maggiori, ma il percorso va, poi visto in una prospettiva di lungo periodo, dove il risparmio in termini di costi diretti ed indiretti è evidente.