Stanchezza e aumento di peso spie di ipotiroidismo

Oltre 4 mila i questionari compilati per la campagna #tiroideinprimopiano. Presentati a Taormina i dati preliminari dell'iniziativa promossa dalla Fondazione Cesare Serono

Stanchezza e aumento di peso. Questi i sintomi più frequenti dell’ipotiroidismo. A dirlo sono i dati preliminari emersi grazie alla campagna di sensibilizzazione ‘Tiroide in Primo Piano’, promossa dalla Fondazione Cesare Serono (Fcs), e presentati oggi a Taormina, dove è in corso il congresso nazionale della Società italiana di endocrinologia.

Sul sito tiroideinprimopiano.it sono stati resi disponibili due differenti questionari: uno rivolto a chi già ha avuto la diagnosi di una patologia della tiroide, e un altro rivolto a tutti gli utenti del web. Ebbene, sono 1.024 i questionari rivolti a chi soffre di una patologia alla tiroide compilati online; di questi, il 94% è stato compilato da donne, per la maggior parte di età compresa tra i 30 e i 50 anni con un rapporto di 5:1 tra i pazienti con ipo- e iper-tiroidismo. Due dati che rispecchiano la più alta incidenza femminile delle disfunzioni tiroidee e la maggiore diffusione dell’ipotiroidismo.

Sono 3.051, invece, i questionari compilati online rivolti a tutti gli utenti del web per promuovere una corretta autovalutazione di eventuali segnali di disturbi alla tiroide, favorendo il consulto con lo specialista per ottenere diagnosi precoci e cure tempestive. Numeri, questi, che testimoniano il successo della campagna, fondamentale nel diffondere una cultura dell’informazione e della consapevolezza.

Tra le evidenze preliminari emerse dal questionario rivolto al paziente si registra che, in un quarto dei casi, l’alterazione della funzione tiroidea non si è manifestata con sintomi o segni, ma è stata individuata grazie a ecografie o esami del sangue prescritti per motivi diversi o per controlli di routine. Quando presenti, i sintomi più frequenti riportati dai pazienti sono stati l’astenia (25,70%), l’aumento di peso non giustificato da altre cause (24,86%), l’aumentata frequenza cardiaca (12,15%) e il cambiamento nell’aspetto del collo (9,64%). La tiroidite è stata segnalata come causa più frequente dell’alterata funzione tiroidea (69,63%). Per quanto riguarda l’iter diagnostico, i risultati hanno evidenziato l’accesso a un percorso ‘tradizionale’ che parte dal medico di medicina generale e arriva allo specialista endocrinologo – sebbene i tempi siano ancora in parte dilatati: un quarto dei casi riportati ha richiesto oltre due anni per giungere a una definizione diagnostica.

Sebbene la metà dei pazienti si sia definita soddisfatta della gestione del problema da parte dei medici, il livello di soddisfazione scende nei confronti dell’assistenza ricevuta dal Sistema sanitario nazionale, forse a causa delle disparità riscontrate da Regione a Regione. Dato allarmante, infine, il fatto che nonostante la maggior parte dei pazienti sia in cura ed esegua controlli periodici, meno della metà ha ricevuto spiegazioni circa l’importanza di un’adeguata assunzione di iodio, monito ribadito anche nel corso della Settimana mondiale della tiroide, che si è da poco conclusa.

Alla luce di questo dato viene sottolineata l’importanza di iniziative d’informazione e sensibilizzazione capillari e continuative. A darne ulteriore conferma sono i risultati emersi dai questionari rivolti a tutti gli utenti del web: meno del 40% di chi ha fatto il test di autovalutazione si è sottoposto a esami di controllo negli ultimi tre anni. Si tratta di una percentuale bassa, in considerazione del fatto che a compilare il questionario sono state in gran parte donne di età compresa tra i 30 e i 60 anni, cioè soggetti con un elevato rischio di sviluppare patologie della tiroide e per le quali sarebbero invece auspicabili controlli più frequenti.

“Siamo molto soddisfatti del successo della campagna – afferma Gianfranco Conti, direttore della Fondazione Cesare Serono – I numerosi dati raccolti confermano l’importanza di sensibilizzare la popolazione sui disturbi tiroidei per arrivare a una presa di coscienza che consenta diagnosi precoci e cure tempestive, in modo da gestire al meglio la patologia”.

Per sostenere la campagna, gli utenti dei social network possono scattarsi un selfie dove appaia una farfalla, simbolo della tiroide, e postarlo sul proprio profilo Facebook e/o Twitter scrivendo #tiroideinprimopiano; avranno così la possibilità di partecipare a uno shooting con un celebre fotografo e diventare protagonisti di una mostra online. Tutti i dettagli dell’iniziativa su www.tiroideinprimopiano.it