Cancro, studio italiano conferma azione trabectedina in pazienti con mesotelioma

Pharmamar ha diffuso i dati relativi a uno studio di Fase II condotto su pazienti con mesotelioma pleurico maligno di tipo sarcomatoide/bifasico

Cancro al polmone

PharmaMar ha pubblicato i dati di uno studio di Fase II condotto su pazienti con mesotelioma pleurico maligno di tipo sarcomatoide/bifasico: il 41,2%  dei pazienti trattati in seconda linea con il farmaco antitumorale trabectedina erano ancora vivi e liberi da progressione a 12 settimane di trattamento. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana nei 17 pazienti valutati era di 8,3 settimane. Cinque pazienti hanno continuato a ricevere la trabectedina oltre le 12 settimane. “Generalmente i pazienti con mesotelioma non rispondono ai trattamenti di seconda linea, perciò i dati osservati sono incoraggianti. Questo studio supporta anche il ridotto numero di evidenze disponibili per questa patologia, in quanto l’uso della trabectedina si basa sui suoi effetti diretti sui macrofagi associati al tumore e sulla sua efficacia in diversi tumori, inclusi i sarcomi dei tessuti molli”, commenta Diego Luigi Cortinovis, specialista in Oncologia Medica all’ospedale San Gerardo di Monza. E aggiunge: “Considerata l’aggressività di questa patologia e la scarsa risposta della popolazione affetta da mesotelioma, l’indicazione che questo trattamento possa essere attivo in questi pazienti è un grande passo in avanti e richiede ulteriori indagini in una popolazione più ampia”.

Atreus è uno studio italiano multicentrico di Fase II a braccio singolosponsorizzato dal Dipartimento di Oncologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, atto a valutare la trabectedina come terapia di seconda linea in due coorti di pazienti separate — un gruppo con patologia epitelioide pre-trattata e un gruppo più piccolo con patologia bifasica/sarcomatoide naïve al trattamento o pre-trattata con due distinti endpoint di attività. I soggetti sono stati trattati con una dose di trabectedina pari a 1,3 mg/m2 per infusione venosa di 3 ore ogni 21 giorni, fino a progressione o tossicità inaccettabile e la risposta al trattamento è stata valutata in base ai criteri RECIST modificati per il mesotelioma pleurico maligno (MPM).