Dispositivi medici in 3D, in Toscana la prima sperimentazione di tutori su misura per il tunnel carpale

Realizzati dalla startup senese Proteo, sono stati adottati dal Grasp, il Gruppo riabilitazione arto superiore polivalente dell’Asl 10 di Firenze

Una storia di collaborazione tra enti pubblici e impresa che ha permesso di verificare come i sistemi di fabbricazione digitale possano innovare il mondo dei dispositivi medici. E’ stata condotta in Toscana, all’interno della Asl 10 di Firenze, una delle prime sperimentazioni in Italia di dispositivi su misura stampati in 3D per la sindrome del tunnel carpale, una patologia che solo in Italia colpisce quasi 5 milioni di persone.

Il progetto nasce dalla sinergia tra la startup senese Proteo, i cui giovani fondatori hanno ideato i dispositivi, Giancarlo Caruso, dell’equipe diretta da Andrea Vitali, che all’ospedale Palagi di Firenze si occupa di chirurgia della mano, e il personale che opera nel Gruppo riabilitazione arto superiore polifunzionale (Grasp), coordinato da Daniela Zani.

I tutori messi a punto da Proteo prendono vita grazie a scanner, software di modellazione e stampanti 3D: strumenti a basso costo che permettono di convertire l’anatomia di un paziente in formato digitale, progettare un dispositivo medico anatomico al computer e realizzarlo fisicamente attraverso la stampa 3D. Obiettivo della sperimentazione preliminare era verificare, sia in termini di processo di lavoro che in termini terapeutici, gli eventuali vantaggi nell’adozione di dispositivi medici su misura.

Il test ha coinvolto pazienti con sindrome del tunnel carpale bilaterale allo stadio prechirurgico. I soggetti del test sono stati suddivisi in due gruppi randomizzati e hanno indossato il tutore per un periodo variabile da 30 a 60 giorni: il primo gruppo ha indossato, su una mano, un tutore stampato in 3D e, nell’altra, un tutore preconfezionato acquistato in un negozio di articoli sanitari; nel secondo gruppo, il confronto del tutore in 3D è stato fatto con un tutore in termoplastica modellato su misura, realizzato dalla dottoressa Silvia Sargenti, fisioterapista del Grasp, con la collaborazione della studentessa in fisioterapia Chiara Lasurdi. I risultati della sperimentazione hanno evidenziato ottime potenzialità dei tutori su misura in 3D.

I risultati dello studio pilota suggeriscono che questa tecnologia permette, senza l’intervento manuale di un professionista esperto, il confezionamento di tutori che offrono i vantaggi di comfort e di efficacia di quelli costruiti su misura, insieme ai vantaggi di facile reperibilità dei dispositivi preconfezionati. Ora seguiranno altri studi per approfondire la praticabilità dei tutori in tecnologia 3D in altre condizioni patologiche della mano, dove un dispositivo confezionato in maniera personalizzata è assolutamente indispensabile.