Rossi incontra Eli Lilly, al lavoro su programma espansione e nuovo liceo

Il neoeletto presidente e John C. Lechleiter, Ceo mondiale della multinazionale farmaceutica, hanno fatto il punto sugli impegni presi a fine legislatura con il Comune di Sesto Fiorentino, la Città metropolitana e l'università di Firenze

Il primo ospite istituzionale a salire la scalinata di Palazzo Sacrati Strozzi per portare i saluti e le congratulazioni al neoeletto presidente Enrico Rossi è stato John C. Lechleiter, Ceo mondiale della multinazionale Eli Lilly. L’incontro è servito a fare il punto sugli impegni presi a fine legislatura con il Comune di Sesto Fiorentino, la Città metropolitana e l’università di Firenze.

L’insediamento industriale di Sesto, grazie alla crescita costante del fatturato e delle esportazioni sta, infatti, raggiungendo un livello di saturazione degli spazi interni. A questo scopo il protocollo approvato lo scorso lunedì dalla Regione (e che sarà adottato in questi giorni anche dagli altri soggetti pubblici) impegna le parti nella realizzazione del nuovo liceo Enriques Agnoletti, generando di fatto le condizioni per un’ulteriore espansione della Lilly. L’attuale edificio scolastico, che presenta problemi di manutenzione e accessibilità, farà infatti spazio alle nuove strutture di ricerca e produzione rispettose del contesto circostante, con un miglioramento anche estetico rispetto all’edificio scolastico attuale.

Grazie a un investimento regionale di 10 milioni, il nuovo liceo sorgerà accanto al Polo scientifico di Sesto, in terreni dell’università. L’ampliamento dell’azienda consentirà una crescita dell’occupazione di circa 200 unità. Per questo la Lilly si impegna a depositare in tempi rapidi un business plan adeguato.

L’accordo tra gli enti locali e il rispetto degli impegni presi un anno fa mediante un primo protocollo tra Regione e Lilly rappresenta dunque un punto fermo per addivenire a un accordo di programma pubblico-privato entro il 2015.

Rossi ha confermato la necessità di una politica sanitaria di alto profilo. “Il sistema sanitario italiano – afferma – è un sistema universalistico, moto apprezzato dai cittadini e dovrà rimanere tale. È una leva vitale di coesione e di democrazia. Sarà dovere nostro e del Governo assicurare il mantenimento del livello attuale del Fondo sanitario nazionale, senza ulteriori ripercussioni sulle imprese farmaceutiche. Inoltre, come già ribadito nelle scorse settimane, a proposito del farmaco che eradica l’epatite C, la capacità di ridurre i tempi e i costi per l’accesso ai farmaci innovativi resta la frontiera da presidiare per assicurare i principi della sanità pubblica, riducendo i tempi di immissione delle innovazioni più efficaci e le eccessive differenziazioni regionali per l’accesso ai farmaci da parte dei cittadini”.