Rivaroxaban, al via il programma CALLISTO contro i trombi in oncologia

Annunciato oggi da Bayer e Janssen, il programma coinvolgerà più di 4.000 pazienti tra registri e studi clinici per valutare l'uso di rivaroxaban nella prevenzione e trattamento dell’embolia polmonare e della trombosi venosa profonda nei pazienti oncologici

Studiare i potenziali benefici dell’inibitore del fattore X rivaroxaban nella prevenzione e trattamento dell’embolia polmonare e della trombosi venosa profonda nei pazienti oncologici. Con quest’obiettivo Bayer HealthCare insieme a Janssen Pharmaceuticals hanno annunciato oggi l’avvio del programma di ricerca clinica CALLISTO. Nei pazienti malati di cancro, infatti,  il rischio di tromboembolismo venoso (Tev) è 4-7 volte superiore a quello di persone della stessa età senza malattia e la chemioterapia aumenta ulteriormente e significativamente il rischio fino a 6,5 volte. “Nessuna delle attuali Linee Guida  – sottolinea il comunicato rilasciato dalle aziende – consiglia un trattamento per la prevenzione del TEV  nella maggior parte dei pazienti oncologici ambulatoriali”.

Il programma prevede complessivamente nove iniziative che comprendono sia studi clinici che Registri, e coinvolgerà più di 4.000 pazienti in tutto il mondo. Saranno studiate tre aree chiave. Prima fra tutte la valutazione di rivaroxaban rispetto a placebo nella  la prevenzione della embolia polmonare e trombosi venosa profonda in pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia, ad alto rischio di formazione di trombi. Inoltre saranno attivate cinque iniziative (tre studi clinici e due registri) che valuteranno l’uso del farmaco per il trattamento e la prevenzione secondaria di embolia polmonare e trombosi venosa profonda in pazienti malati di cancro. Infine tre ulteriori studi si concentreranno su importanti aspetti clinici, ad esempio, come migliorare la conoscenza clinica del trattamento con rivaroxaban in pazienti malati di cancro, che ricevono terapie oncologiche standard (chemioterapia), e la valutazione di una strategia “ponte” tra rivaroxaban ed eparina a basso peso molecolare, nei casi in cui l’assunzione di una terpaia orale sia impedita dagli effetti emetici indotti dalla chemioterapia.

“Oggi ci sono poche evidenze e altrettanto limitate indicazioni nell’utilizzo routinario di farmaci anticoagulanti per il trattamento a lungo termine e la prevenzione dell’embolia polmonare e della trombosi venosa profonda in pazienti affetti da tumore, nonostante la formazione di trombi rappresenti la principale causa di morte nei pazienti oncologici, a prescindere dalla malattia in sé”  ha spiegato Guy Meyer, dell’Université Paris Descartes e dell’European Hospital Georges Pompidou di Parigi, uno dei principal investigators del programma CALLISTO. I risultati del Programma CALLISTO “forniranno importanti informazioni cliniche per contribuire a ridurre il rischio di embolia polmonare e trombosi venosa profonda”.