Anestesia, gli specialisti al ministro: prudenza su “sedazione” in interventi a bassa complessità

Sindacati e società scientifiche (Aaroi-Emac, Siared, Siaarti, Siaatip) si rivolgono a Lorenzin, De Filippo e Chiamparino: salute dei pazienti a rischio

“Per salvaguardare la salute dei pazienti occorre chiarezza: le procedure operative mediche considerate a bassa complessità e/o a bassa invasività svolte in NORA (Non Operating Room), nelle quali sono chiamati a prestare la propria opera i medici specialisti in anestesia e rianimazione, prevedono un atto anestesiologico a tutti gli effetti che, in quanto tale, deve rispondere a tutti i requisiti di sicurezza previsti”. È l’allarme lanciato da sindacati e società scientifiche (Aaroi-Emac, Siared, Siaarti, Siaatip) in una lettera inviata oggi al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al sottosegretario Vito de Filippo e al presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino

Tra le attività a bassa complessità e/o a bassa invasività che oggi risultano eseguibili in locali non classificati come sale operatorie, vi sono le procedure finalizzate alla procreazione medicalmente assistita, quelle finalizzate alle attività endoscopiche, a quelle radiologiche, ad alcune prestazioni nei Pronto Soccorso.

Il problema – sottolineano gli autori della lettera, è che “tali prassi si basano sempre più spesso: su una distorta applicazione per attrazione del falso concetto che ad attività individuate come a bassa complessità e/o a bassa invasività corrispondano prestazioni anestesiologiche di livello poco specializzato, che provoca una deregulation inaccettabile della sicurezza; e su una distorta classificazione delle prestazioni anestesiologiche richieste per tali procedure, che provoca la tendenza a definirle come sedazioni, camuffando con tale termine quelle che invece sono vere e proprie anestesie generali”.

Una classificazione “distorta” delle anestesie generali “sotto le mentite spoglie di sedazioni” che oggi – secondo sindacati e società scientifiche – è “sempre più a rischio di essere strumentalizzata, a scapito della sicurezza, unicamente per poter incrementare il numero delle suddette attività, che devono comunque prevedere, ovunque siano svolte, percorsi organizzativi, oltre che requisiti anche strutturali, codificati e sicuri”.

Per fare chiarezza sulla questione, i firmatari della lettera chiedono tre interventi urgenti. In primo luogo, chiedono di “vietare la denominazione ‘sedazione’ per tutti i casi in cui vengono utilizzati farmaci ‘ipnotici’, che per loro specifica farmacodinamica non sono deputati ad un effetto sedativo, ma che sono da riservarsi all’anestesia generale, cioè ad effetto ipno-induttore per indurre un’anestesia generale (p. es. propofol), o ad effetto analgesico maggiore (p. es. remifentanyl)”. In secondo luogo richiedono di “vietare, e prevedere sanzioni in caso di abuso, l’utilizzo di farmaci riservati ai medici specificatamente individuati dalla farmacopea ufficiale a soggetti da essa non autorizzati”. Infine, chiedono di “predisporre al più presto, e quindi vigilare adeguatamente sulla loro effettiva presenza e sul loro rispetto, adeguati requisiti minimi strutturali, tecnologici, organizzativi, di dotazioni farmacologiche, di personale, modulati sulle esigenze specifiche delle diverse categorie delle cosiddette NORA, ma che in ogni caso debbano prevedere l’eventualità di poter o di dover, in sicurezza, trasformare una sedazione (qualora effettivamente sia tale) in una anestesia generale, o gestirne l’evoluzione imprevista ma possibile per la stessa natura della prestazione specialistica anestesiologica”.

La lettera si conclude con l’auspicio di un riscontro quanto più possibile tempestivo, in assenza del quale Aaroi-Ema, Siared, Siaarti e Siaatip avvieranno una campagna d’informazione a tutela dei cittadini.