Ceis-Tor Vergata: la sfida della sostenibilità si vince con la prevenzione

Presentato a Roma il modello per la simulazione della domanda di assistenza sanitaria in Europa dei prossimi decenni. Ecco quanto si potrebbe risparmiare intervenendo, ad esempio, sull'obesità

Risparmiare 200 miliardi di euro in 13 Paesi europei, nell’arco di 45 anni, curando l’obesità. Oppure recuperarne 150 intervenendo su prevenzione e stili di viti. Sono i numeri delle proiezioni realizzate dagli economisti del Ceis dell’Università di Roma Tor Vergata con la messa a punto di un modello di micro-simulazione della domanda sanitaria in Europa (Italia e altri 12 Paesi) nel medio lungo periodo basato su strumenti statistici ed econometrici. Uno studio realizzato in collaborazione l’Ocse e con il sostegno di AbbVie Italia. Le proiezioni derivanti dall’applicazione del modello sono state raccolte in un Libro bianco dal titolo “Il sistema sanitario alla prova della sostenibilità” presentato oggi a Roma.

Il modello degli economisti simula l’evoluzione dello stato di salute e delle spese sanitarie per gli individui con 50 anni o più in Austria, Germania, Svezia, Olanda, Spagna, Italia, Francia, Danimarca, Grecia, Svizzera, Belgio, Repubblica Ceca e Polonia. La premessa è che a mettere a rischio la sostenibilità dei sistemi sanitari concorrono diversi fattori. I dati più recenti indicano un preoccupante aumento delle malattie croniche, che pesano fino all’80% sulla spesa sanitaria dei paesi europei e sono la causa di 9 decessi su 10, il progressivo invecchiamento della popolazione, nel 2050 il 37% degli europei avrà più di 60 anni. Al tempo stesso assistiamo al crescente diffondersi dei problemi  legati a obesità e sovrappeso in più della metà dei paesi OCSE, fino a interessare oltre il 50% della popolazione. L’effetto combinato di questi elementi determina una forte pressione sulla spesa e pone seriamente a rischio la tenuta dei sistemi sanitari, tanto che secondo l’Ocse riuscire a prevedere l’evoluzione futura della spesa sanitaria è una delle sfide cruciali di tutti i paesi industrializzati,  e  suggerisce quindi l’adozione di modelli di previsione.

Sappiamo che dall’eliminazione delle inefficienze nei sistemi sanitari non si riuscirà a recuperare più del 5-7% delle somme oggi necessarie – spiega direttore del Ceis-Tor Vergata, Vincenzo Atella – Ciò implicherà una riduzione una tantum del livello del finanziamento, ma non cambierà il suo trend di lungo periodo destinato a crescere. Con l’applicazione del modello siamo in grado di poter misurare altre possibili strade in termini di prevenzione. E i primi risultati sono significativi:  ipotizzando ad esempio l’uso di un ipotetico farmaco per la cura dell’obesità, si potrebbe realizzare a livello europeo un risparmio di oltre 200 miliardi nell’arco di 45 anni, grazie a minori spese per diabete, ipertensione, ictus e malattie cardiache. Lo stesso intervento per l’Italia potrebbe portare a risparmiare oltre 36 miliardi in un arco temporale di circa 40 anni”. Se, invece, si intervenisse con politiche per la prevenzione dell’obesità mirate a incidere sugli stili di vita si potrebbero ottenere – in 45 anni – circa 150 miliardi di euro di risparmi.

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Un’altra simulazione è stata realizzata per la valutazione delle prevalenze della non autosufficienza. Secondo le stime, in futuro in Italia le non autosufficienze più gravi dovrebbero raddoppiare, passando da una prevalenza attuale di circa il 4% ad un valore di poco superiore all’8% nel 2050. Dati con una ricaduta importante su indicatori quali l’aspettativa di vita passata in assenza di disabilità a 50 anni, che tra il 2011 e il 2040 crescerà solo di un anno contro i quasi 4 anni della speranza di vita. Ciò conferma che nei prossimi anni ci sarà un’espansione della disabilità, solo in parte determinata dall’invecchiamento della popolazione, e che quindi si ridurranno gli effetti positivi registrati in termini di aumento dell’aspettativa di vita.

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Per AbbVie Italia lo sviluppo del modello di micro-simulazione della domanda di assistenza sanitaria si colloca nell’ambito di un’iniziativa più vasta che l’azienda ha lanciato in 20 Paesi europei per la ricerca di soluzioni concrete sul terreno della sostenibilità dei sistemi sanitari. “Ci auguriamo – spiega  Fabrizio Greco, amministratore delegato di Abbvie Italia- che il modello di micro-simulazione della domanda di salute possa trovare una concreta applicazione e risultare uno strumento utile ai decisori per operare scelte in maniera informata. Intendiamo contribuire così ad avviare un percorso sulla via della sostenibilità del sistema sanitario. Un obiettivo difficile, ma possibile attraverso una forte azione comune e un impegno condiviso tra i diversi attori del sistema salute.”

Secondo Walter Ricciardi, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e commissario dell’Istituto superiore di sanità (Iss), “i sistemi sanitari europei sono ad un bivio e la sostenibilità rappresenta una scelta prioritaria che richiede diversi cambiamenti in un quadro multi-settoriale”. Ricciardi è membro dell’European Steering Group (ESG) on Sustainable Healthcare e relatore del Libro bianco europeo presentato nei mesi scorsi a Bruxelles. “ L’European Steering Group (ESG) – spiega Ricciardi -, costituito nel 2014 grazie all’iniziativa di AbbVie, che riunisce rappresentanti di istituzioni, società civile, operatori sanitari e società scientifiche, accademici e rappresentanti dell’industria, ha redatto dopo un anno di lavori e consultazioni il Libro bianco europeo ‘Acting together. Roadmap for Sustainable Healthcare’.  Un documento che, sulla base di evidenze raccolte e iniziative realizzate in 24 paesi della Ue, formula 18 raccomandazioni per migliorare la sostenibilità dei sistemi sanitari europei indirizzate ai diversi interlocutori delle istituzioni nazionali ed europee, indicando tre principali direttrici: prevenzione e intervento precoce, maggiore empowerment e responsabilizzazione dei cittadini, riorganizzazione dell’erogazione delle prestazioni sanitarie . È l’inizio di un percorso che invita a guidare la trasformazione del sistema sanitario attraverso soluzioni adattabili e scalabili, incoraggiando tutti gli attori del settore a lavorare in partenariato. Dobbiamo avviare un’azione comune  finalizzata alla  sostenibilità del sistema sanitario  italiano e il modello presentato oggi  può costituire un’opportunità per mettere in atto azioni concrete e condivise in questa direzione”.

IL LIBRO BIANCO