Autismo, la rete italiana per la ricerca si amplia ed entra in Europa

Investimento da centomila euro della Fondazione "I Bambini delle Fate". Il Network Italiano per il riconoscimento precoce dei disturbi dello spettro autistico estenderà la valutazione su tutto il territorio. Obiettivo: un protocollo internazionale per la diagnosi dal primo anno di vita

Pubblico e privato possono costituire un binomio virtuoso, a servizio della salute di cittadini. Lo dimostra l’alleanza appena stretta dal Network Italiano per il riconoscimento precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico (Nida) – la rete coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità e promossa dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) per individuare segni precoci di questi disturbi – con la Fondazione “I Bambini delle Fate”. Un investimento di centomila euro che “ci aiuterà a sfidare l’autismo e a rafforzare le reti della ricerca -ha dichiarato Walter Ricciardi, commissario dell’Istituto Superiore di Sanità – e permetterà di allargare per il prossimo anno la rete anche in Piemonte e, successivamente, in altre regioni”. Sarà così ampliato anche il campione di soggetti monitorati, oggi costituito da circa cento bambini. In particolare, sottolinea il Nida, è previsto lo studio e l’osservazione di alcuni indici, quali il pianto neonatale, la motricità spontanea e l’attenzione verso stimoli sociali, nel primo anno di vita di questi bambini. “Abbiamo scelto l’Istituto Superiore di Sanità per l’importanza degli obiettivi che si propone la costruzione di questa rete – conclude Franco Antonello, presidente dell’Associazione I Bambini delle Fate – e perché con questo progetto la Fondazione si apre anche a una prospettiva europea tanto che la nostra intenzione è quella di raddoppiare l’investimento nel prossimo anno”.

Ad oggi la rete italiana è riuscita a diagnosticare precocemente circa il diciassette per cento di casi di disturbi dello spettro autistico e ritardo nello sviluppo del linguaggio nei bambini monitorati ma l’obiettivo è quello di fornire un modello efficace da applicare ogni volta che si presenta una situazione a rischio. “I successi ottenuti finora da questo network – continua il commissario dell’Iss – ci hanno permesso di entrare in un progetto europeo che finanzia i maggiori esperti internazionali in grado di fare ricerca sull’identificazione dei segni precoci di autismo e di sindrome dell’iperattività (Adhd)”. Il potenziamento “di questo network – spiega Maria Luisa Scattoni, ricercatrice del Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze – permetterà non solo di diffondere su tutto il territorio italiano il protocollo di valutazione ma anche di identificare marcatori precoci, anche biologici, e validati scientificamente su un vasto campione di bambini”. I primi risultati dello studio hanno evidenziato come i bambini colpiti da questi disturbi presentino, già nelle prime settimane di vita, alcune anomalie nel pianto e nel movimento spontaneo. Se questi dati venissero confermati in un più ampio campione – sottolinea la ricercatrice – sarà possibile associare tali anomalie ad alcune caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti presi in esame, potrà essere attivato un monitoraggio per la loro identificazione precoce, già nel primo anno di vita, e attivato un intervento precoce che sia il più possibile intensivo e individualizzato.