Pharma e start up, le opportunità di networking non mancano

Le esperienze delle start up Horus Technology, FeelStep, HeartWatch e Bloomia raccontate nel secondo incontro, dedicato all’open health innovation, di #MeetSanofi

Quattro giovani storie e un solo obiettivo: migliorare la salute delle persone usando le nuove tecnologie e i dispositivi digitali. È il caso della start up Horus Technology che ha creato un dispositivo indossabile per assistere le persone ipovedenti o di FeelStep che grazie a mini sensori posizionati sulle caviglie registra i movimenti dei malati di Parkinson. Di HeartWatch, un’app che monitora il battito cardiaco e rileva le aritmie o ancora di Bloomia, un porta-pillole intelligente che eroga le compresse prescritte nel momento in cui vanno assunte. Sembra quasi di essere nella Silicon Valley e invece le quattro start up sono tutte “made in Italy”. Giovani realtà nazionali che si sono raccontate nel secondo incontro, dedicato all’open health innovation, di #MeetSanofi, una serie di appuntamenti promossi dalla farmaceutica francese per raccontare i nuovi trend insieme a blogger, community, professionisti e influencer. Idee nate dall’ascolto e dalla volontà di risolvere bisogni reali e vissuti.
“Quando si crea una start up – spiega Benedetto Jacopo Buratti di Bloomia – bisogna partire da un problema che si conosce bene. Nel caso di Bloomia l’idea è nata osservando le difficoltà di mia nonna, che soffre di demenza senile, nel ricordarsi quali e quanti farmaci prendere”. Il sistema sviluppato dalla start up è costituito da un portapillole smart che compone automaticamente la dose farmacologica e la eroga all’orario stabilito. Composto da otto box suddivisi per tipologia di farmaco, il portapillole è infatti sincronizzato a un’app che consente al caregiver, anche a distanza, di programmare nel calendario le dosi dei farmaci. Il paziente è avvisato tramite un reminder che emette un segnale acustico quando è il momento di assumere il medicinale e, in caso di mancata assunzione, il sistema invia una notifica al caregiver; anche quando il farmaco sta per terminare il sistema invia un avviso. In questo modo viene migliorata la compliance e l’aderenza alla terapia del paziente, soprattutto se anziano. “Siamo nella fase di prototipo – continua Buratti – ma vorremmo portare Bloomia anche al di fuori dall’Italia. Ci piacerebbe integrare il sistema anche con player della telemedicina”.
Nasce da un’esperienza personale anche l’idea di HeartWatch, l’applicazione creata da quattro giovani ventenni del Politecnico di Milano per prevenire le aritmie cardiache tramite l’analisi del battito cardiaco e di segnalare eventuali anomalie. “Mio nonno soffriva di aritmie cardiache – spiega Guido Magrin, uno degli inventori – e mia madre ha problemi simili”. Tramite un dispositivo inserito in un bracciale, l’app, realizzata con la consulenza dei medici dell’Ospedale San Raffaele, è in grado di monitorare la frequenza cardiaca e di relazionarla all’attività che si sta svolgendo. In caso di aritmie rilevate, l’applicazione è in grado di classificarle in base al grado di rischio (lieve, medio e alto) e di inviare un sms di notifica con la posizione della persona fino a cinque contatti. I dati raccolti dalla app possono inoltre essere preziosi per monitorare la terapia. I quattro giovani del team di HeartWatch Technology voleranno il prossimo 29 luglio a Seattle per partecipare alle finali mondiali del Microsoft Imagine Cup 2015.
Si è aggiudicata l’edizione di quest’anno dell’IBM SmartCamp Horus Technology invece la start up Horus Technology. A partire da un sistema nato nei laboratori di robotica per consentire ai robot di evitare gli ostacoli, la giovane società ha sviluppato un dispositivo indossabile per assistere le persone cieche ed ipovedenti. Tramite l’analisi di immagine e la comunicazione vocale a conduzione ossea, il dispositivo può assistere la persona nella lettura di testi, nel riconoscimento di volti e oggetti e nella mobilità in città, avvertendolo della presenza di ostacoli. “E’ possibile fare anche delle domande al dispositivo – spiega Saverio Murgia – Le telecamere sono all’altezza degli occhi”. Il sistema è composto da due parti: la prima, contenente i sensori visivi e di orientamento, viene posizionata direttamente sull’occhiale senza richiedere un’apposita montatura; la seconda, da tenere in tasca o in una borsa e collegata alla prima, contiene la batteria e l’unità centrale dove avverrà l’elaborazione.
Si basa sulla tecnologia wearable anche il sistema sviluppato da Feelstep. Tramite dei mini sensori applicati sulle caviglia, il dispositivo monitora la mobilità dei malati di Parkinson creando una sorta di diario interattivo del paziente. I dati possono essere inviati al medico curante che può calibrare la terapia nel tempo sulla base delle informazioni ricevute. Il dispositivo può avere anche una funzione riabilitativa e intervenire per migliorare la qualità della mobilità dei pazienti tramite degli  stimoli uditivi emessi dai sensori mentre il paziente sta camminando che permettono a quest’ultimo di regolarizzare il passo. Nata nella facoltà di Ingegneria dell’Università Sapienza di Roma, la start up – guidata da Alessandra Pacilli – è stata una delle vincitrici delle borse di studio del Programma Best (Business Exchange and Student Training) promosse da Invitalia per svolgere un periodo di studio e stage presso la Silicon Valley.
Insomma, le idee innovative non mancano tra le start up nazionali del mondo della salute, che hanno bisogno però di essere “adottate” e di ricevere un supporto, non solo economico: “Le aziende farmaceutiche hanno un bacino di utenza elevato e un know how medico-scientifico che spesso non abbiamo” hanno sottolineato a gran voce a conclusione dell’incontro i giovani protagonisti, che nella maggior parte dei casi provengono da lauree nel campo dell’ingegneria, dell’elettronica e dell’informatica. Dal canto loro le start up possono offrire nuove modalità di interazione con i pazienti e una vasta gamma di dati relativi a questi ultimi. Le opportunità di networking tra questi due mondi (start up e aziende pharma) in avvicinamento ci sono, basta cogliere e  saperle coltivare.