Tumore al polmone, accordo di licenza esclusivo tra Boehringer e Hanmi per anti-Egfr HM61713

Grazie all'accordo Boehringer Ingelheim ottiene i diritti per lo sviluppo e la commercializzazione in tutto il mondo - ad eccezione di Corea del Sud, Cina e Hong Kong - per l'inibitore tirosin-chinasico sperimentale di 3° generazione

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La farmaceutica tedesca Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi un accordo di licenza esclusiva con la coreana Hanmi Pharmaceutical per lo sviluppo e i diritti di commercializzazione in tutto il mondo – ad eccezione della Corea del Sud, della Cina e di Hong Kong – per HM61713,  inibitore tirosin-chinasico (anti-Egfr) orale di terza generazione, ad azione irreversibile e selettiva sulle mutazioni Egfr. Il farmaco, di cui è in preparazione un ampio programma di trial di fase III il cui avvio è previsto nel 2016 – è in studio per il trattamento del carcinoma polmonare, positivo per mutazioni Egfr.
In base all’accordo Hanmi riceve un pagamento iniziale di 50 milioni di dollari e, successivamente, al raggiungimento di tappe di sviluppo stabilite, 680 milioni di dollari, oltre a royalty a doppia cifra parametrate sul fatturato netto che verrà generato dal futuro farmaco. La partnership mira ad ottenere la prima autorizzazione alla commercializzazione del farmaco per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, positivo per mutazioni Egfr, entro il 2017 negli Stati Uniti.
“L’acquisizione della licenza per un farmaco sperimentale mirato anti-Egfr di terza generazione rafforza il nostro portafoglio già esistente nell’ambito del tumore al polmone e conferma il nostro impegno a migliorare la vita di coloro che sono colpiti da questa malattia attraverso l’innovazione e opzioni terapeutiche mirate” ha commentato Jörg Barth, Corporate Senior Vice President, Responsabile Area Terapeutica Oncologia di Boehringer Ingelheim. Il portafoglio mondiale per il tumore polmonare di Boehringer Ingelheim comprende già due farmaci approvati a livello internazionale: afatinib e nintedanib.
L’accordo con Hanmi è ora subordinato al via libera delle autorità per la concorrenza statunitense (ai sensi dell’Hart-Scott-Rodino Antitrust Improvements Act) e ad analoghi requisiti al fuori degli Stati Uniti, oltre alle altre consuete condizioni per il closing.