Tagli: da sindacati e collegi professionali fronte comune contro il Dl Enti Locali

Una nota congiunta di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Fsi, Nursind, Nursing up, Collegi e associazioni delle professioni sanitarie, contesta la sforbiciata ai conti della sanità e chiede “nuovi assetti organizzativi”

“Basta tagli, per cambiare la sanità serve innovazione organizzativa e sviluppo professionale. Così si rischia solo di mettere in ginocchio i servizi alla salute”. E’ la presa di posizione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials, Fsi, Nursind, Nursing up, Collegi (Ipasvi, Conaps, Tsrm, Fnco) e associazioni delle professioni sanitarie contro la sforbiciata prevista dal governo con il Dl enti locali, approvato martedì dal Senato. “Il ministro della Salute dia piuttosto una risposta sull’attuazione dell’implementazione delle competenze”, rilanciano le sigle.

“Siamo i primi a volere un Ssn più sostenibile. Ma tagliare – affermano – non vuol dire razionalizzare. La sanità ha già messo sul piatto dai tagli lineari oltre 30 miliardi. Non si può chiedere altro se non a scapito della qualità del Servizio sanitario nazionale. Serve una vera riorganizzazione dei percorsi di cura e dei processi di lavoro: più integrazione tra le professioni, più adeguatezza nelle prestazioni, più attenzione ai bisogni delle persone, meno sprechi e meno gerarchia. E’ così che si generano economie da reinvestire a vantaggio di tutti: operatori e pazienti”.

Secondo i rappresentanti dei professionisti della sanità il Ssn non ha bisogno di altri tagli, ma di nuovi assetti organizzativi. “Ecco perché chiediamo che il ministro renda attuativa la norma sull’implementazione delle competenze avanzate, che vuol dire sviluppo professionale per tutte le professioni mediche e sanitarie, e prestazioni migliori da erogare attraverso nuovi mix produttivi”, prosegue la nota.  Riorganizzare mezzi, persone e funzioni per razionalizzare la filiera è – secondo le sigle del settore – l’unica strada “per garantire ai cittadini e al sistema un reale recupero di efficienza senza ridimensionare i servizi”. Dunque l’appello al ministro Lorenzin affinché “dimostri coraggio, promuovendo migliore efficienza organizzativa e valorizzando il processo di sviluppo promosso dalle professioni sanitarie che hanno accettato la sfida del cambiamento, unica strategia che può ancora rendere sostenibile il Ssn”.