Da Assobiomedica e 19 società scientifiche e associazioni pazienti #lasalutenonsitaglia

Oggi sul Corriere della Sera e domani su Repubblica un avviso a pagamento in cui si riassumono i rischi per i cittadini e i contenuti del manifesto per un “Servizio sanitario nazionale moderno, equo sostenibile e universale”

Quattro punti chiave e un hashtag #lasalutenonsitaglia per difendere l’universalismo del Ssn e il diritto a cure gratuite e a prestazioni di qualità per tutti i cittadini  che rischia di essere compromesso con i tagli da 2,5 miliardi al Fsn previsti dal Dl Enti locali su cui oggi sarà posta la fiducia alla Camera. L’iniziativa è di Assobiomedica e di 19 tra società scientifiche e associazioni dei pazienti  che oggi sul Corriere della Sera e domani su Repubblica pubblicano un avviso a pagamento in cui si riassumono i rischi per i cittadini e  i contenuti del manifesto per un “Servizio sanitario nazionale moderno, equo sostenibile e universale”.

Nel documento figura tra l’altro la richiesta di istituire tavoli tecnici finalizzati a supportare i decisori nelle scelte e nella definizione delle politiche che incidano sulla Sanità, in un’ottica di programmazione economica e sanitaria di medio e lungo periodo, a puntare sul miglioramento dell’efficienza e sulla valorizzazione delle capacità attrattive del e di offerta di know how del Ssn per garantirne la sostenibilità, a definire un percorso di Hta di respiro nazionale  che promuova l’introduzione di tecnologie innovative anche attraverso la reingegnerizzazione dei processi e degli assetti organizzativi, a garantire lo stesso livello di possibilità e qualità di cura a tutti i cittadini.

Massimo supporto da parte dei firmatari a misure di razionalizzazione tra cui dovrebbero figurare la costante ricerca (e il rispetto) dell’appropriatezza prescrittiva attraverso l’aggiornamento e il monitoraggio di protocolli diagnostico-terapeutici assistenziali; la razionalizzazione della rete dei servizi, sia ospedalieri sia territoriali;  la razionalizzazione dei rimborsi tariffari; la razionalizzazione delle modalità di acquisizione dei dispositivi medici; la condivisione di buone pratiche per il recepimento dell’innovazione, sia di processo
che di prodotto.

Hanno aderito alla lettera aperta Assobiomedica – Aiac (Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione), Aiic (Associazione Italiana Ingegneri Clinici), Aios (Associazione Italiana Operatori Sanitari Addetti alla Sterilizzazione), Aioss (Associazione Italiana Operatori Sanitari di Stomaterapia), Aislec (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee), Aiuc (Associazione Italiana Ulcere Cutanee), Cic (Collegio Italiano dei Chirurghi), Fais (Federazione Associazione Incontinenti e Stomizzati), Fic (Fondazione Italiana Continenza), Fism (Federazione delle Società Medico-scientifiche Italiane), Fismelab (Federazione delle Società Scientifiche Italiane nel settore della Medicina di Laboratorio), Gise (Società Italiana di Cardiologia Invasiva), Ipasvi (Federazione Nazionale Collegi Infermieri), Siaarti (Società Italiana Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva), Sic (Società Italiana Chirurgia), Sicve (Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare), Sin (Società Italiana di Nefrologia), Siot (Società Italiana Ortopedia e Traumatologia), Sirm (Società Italiana Radiologia Medica).

 Il testo del Manifesto