La crisi in sanità si combatte investendo in tecnologie digitali

La ricetta di Mariano Corso, responsabile scientifico dell'Osservatorio innovazione digitale in sanità del Politecnico di Milano

Evolving Oncology di Bayer

“I recenti annunci di risparmi conseguenti a tagli, o presunti tali, alla sanità sono basati su informazioni parziali e prefigurerebbero uno scenario insostenibile per il Sistema sanitario italiano. Da un lato, i presunti risparmi non tengono conto del contesto reale, in cui – a fronte del necessario efficientamento – si devono prevedere costi crescenti a causa dell’aumento demografico previsto negli anni futuri. Dall’altro, non considerano che, a fronte dei pesanti tagli già realizzati negli scorsi anni, la spesa sanitaria complessiva nel nostro Paese è difficilmente comprimibile in quanto – pur in presenza della popolazione più anziana di Europa – è pari “solamente” all’8,8% del Pil, inferiore alla media Ocse (8,9%) e lontano dalle quote di Olanda (11,1%), Svezia e Germania (11%), Francia (10,9%). In valore assoluto la spesa sanitaria per ogni cittadino italiano è pari a 2.409 euro, circa mille euro di meno di Olanda (3.829 euro), Svezia (3.038 euro), Germania (3.613 euro) o Francia (3.220)”.

A sostenerlo è Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio innovazione digitale in sanità del Politecnico di Milano, che spiega come “nessun ragionevole dibattito sui tagli si può avviare oggi senza considerare l’unica vera strada per creare efficienza nel nostro Sistema sanitario, che è quella della modernizzazione realizzata attraverso l’innovazione tecnologica e organizzativa. Lo dimostra già oggi lo squilibrio tra i diversi Sistemi sanitari regionali italiani, in cui una maggiore spesa sanitaria si ritrova spesso unita a peggiori livelli di servizio in quelle aree dove è minore l’investimento in tecnologie digitali”.

Secondo Corso, “solo attraverso un investimento in innovazione, ricorrendo in particolare alle tecnologie digitali, è possibile rendere sostenibile ed efficiente il sistema sanitario, ma ad oggi la spesa Ict in sanità pro capite è pari solamente a 23 euro per abitante, contro i 70 euro di Danimarca, 63 euro della Svezia, 60 euro della Gran Bretagna e 40 euro della Francia. Una rivoluzione digitale completa per la sanità italiana porterebbe finanziare ampiamente la modernizzazione del sistema consentendo benefici di circa 15 miliardi l’anno per il sistema Paese, tra maggiore produttività per le strutture sanitarie, grazie a deospedalizzazione dei pazienti cronici, cartella clinica elettronica, dematerializzazione dei referti e delle immagini, gestione informatizzata dei farmaci, consegna dei referti via web, prenotazione online delle prestazioni, alla razionalizzazione dei data center, e risparmi economici per i cittadini, grazie al miglioramento dei servizi con il ritiro e download dei documenti clinico-sanitari, le soluzioni di telemedicina e assistenza domiciliare, la prenotazione via web e telefonica”, conclude.