Riorganizzazione Pa: via libera del Senato, la riforma è legge

Previsto entro un anno l'istituzione di un albo unico dei manager sanitari presso il ministero della Salute, aggiornato con cadenza biennale. Abolito il 118, arriva il nuovo numero unico per le emergenze 112

La riforma della pubblica amministrazione è legge. Con 145 voti favorevoli e 97 contrari, l’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato definitivamente il ddl 1577-B recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Il provvedimento era stato licenziato dalla Commissione Affari costituzionali venerdì 31 luglio.
Tra le principali misure in campo sanitario introdotte dalla riforma, l’istituzione di un albo unico dei manager sanitari  presso il ministero della Salute, aggiornato con cadenza biennale,  da cui le regioni e le province autonome devono attingere per le nomine. Previsto un decreto delegato in materia entro un anno dalla riforma stessa. Potrà essere nominato direttore generale soltanto chi, in possesso dei titoli specifici e comprovata esperienza, avendo superato la selezione nazionale preceduta da un avviso pubblico, sia iscritto in tale elenco. Nella valutazione e nella verifica dell’attività dei  direttori, inoltre, si dovrà tener conto “del raggiungimento degli  obiettivi sanitari, anche in relazione alla garanzia dei Livelli  essenziali di assistenza e dei risultati del Programma nazionale  valutazione Esiti dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali”. Nel caso in cui il direttore generale non raggiunga gli obiettivi prefissati sarà soggetto alla decadenza automatica dall’incarico e il suo nominativo verrà cancellato dall’elenco nazionale, con la possibilità di reinserimento solo dopo una nuova selezione.
Anche per i direttori sanitari e amministrativi la nomina sarà possibile soltanto all’esito di una selezione per titoli di studio, scientifici e di carriera effettuata da parte di commissioni regionali composte da esperti di qualificate istituzioni scientifiche, per l’inserimento in appositi elenchi regionali degli idonei, aggiornati con cadenza biennale, da cui i direttori generali devono obbligatoriamente attingere per le relative nomine. Se il direttore sanitario o amministrativo non raggiungerà gli obiettivi contrattuali prefissati ovvero incorrerà in fatti di cattiva gestione anche per lui scatterà la decadenza automatica dall’incarico e la cancellazione dall’elenco.
Abolito dalla riforma anche il 118. Per chiamare un’ambulanza, basterà digitare il 112, cioè il nuovo numero unico per le emergenze. Già attivo in Lombardia, a Roma si partirà dal prossimo 1 novembre  (il 112 raggrupperà le attività svolte dalle sale operative di Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco e pronto soccorso medico)  e sarà successivamente estesa su tutto il territorio.