Melanoma: dalla Gran Bretagna le nuove linee guida

Il National Institute for Health and Care Excellence (Nice) ha pubblicato l’aggiornamento delle indicazioni per il trattamento del più aggressivo fra i tumori cutanei

melanoma

Garantire gli stessi standard di cura a tutte le persone colpite dal melanoma, migliorandone la sopravvivenza. Con questo obiettivo, in Gran Bretagna, il National Institute for Health and Care Excellence (Nice) ha pubblicato delle linee guida aggiornate sul trattamento del più aggressivo dei tumori cutanei. Le indicazioni dell’Istituto inglese coprono l’intero percorso di cura e contengono raccomandazioni sulla gestione dei bassi livelli di vitamina D e sull’uso della biopsia del linfonodo sentinella per determinare lo stadio della neoplasia.

Il melanoma – ricorda l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in una nota, segnalando la pubblicazione delle nuove linee guida – è il tumore cutaneo più mortale ed è legato all’esposizione ai raggi ultravioletti emessi dal sole o dai lettini abbronzanti. Si stima che circa 9 casi di melanoma maligno su 10 (oltre l’86%) possano essere causati proprio dalle radiazioni Uv. Negli ultimi 30 anni i tassi di melanoma maligno sono aumentati più rapidamente di quelli dei 10 tumori più comuni.

Poiché il melanoma è legato a doppio filo alle radiazioni ultraviolette, e nel 10% circa dei pazienti la malattia si ripresenta, spesso i medici al momento della diagnosi chiedono di ridurre l’esposizione ai raggi Uv. Tuttavia nel Regno Unito, dove per questioni climatiche le persone hanno una limitata esposizione alla luce solare, evitare il sole può ostacolare l’assorbimento di vitamina D, importante per mantenere ossa e denti sani. La carenza di questa sostanza, inoltre, può portare a deformità quali il rachitismo nei bambini e l’osteomalacia negli adulti, provocando dolore e fragilità ossea.

Le linee guida raccomandano quindi la misurazione dei livelli di vitamina D a tutti i pazienti affetti da melanoma al momento della diagnosi specialistica. In questo modo i medici possono identificare sia chi presenta bassi livelli di vitamina D e potrebbe beneficiare di supplementi vitaminici, sia i pazienti con alti livelli di vitamina D, nei quali gli stessi supplementi potrebbero essere dannosi.

E ancora. Le linee guida del Nice raccomandano ai camici bianchi di utilizzare la biopsia del linfonodo sentinella per definire lo stadio del tumore, piuttosto che per stabilire il trattamento dei pazienti indeterminate condizioni. Ai malati, inoltre, dovrebbero essere fornite informazioni dettagliate sui possibili vantaggi di questa procedura: i medici, in particolare, dovrebbero spiegare che non ci sono evidenti benefici in termini di sopravvivenza, ma che l’esame può essere utile per prevedere l’andamento futuro della malattia. Chi viene sottoposto a biopsia del linfonodo sentinella, poi, potrebbe essere inserito in studi clinici su nuove potenziali terapie.

“In questo periodo dell’anno – afferma Mark Baker, direttore del Centro di pratica clinica del Nice – noi tutti vogliamo uscire e goderci il sole e ci sono molti modi per farlo in maniera sicura: utilizzare uno schermo solare con un alto Spf, restare all’ombra tra le 11 e le 15, evitare le scottature, coprirsi con cappello, t-shirt e occhiali da sole. La sovraesposizione ai raggi ultravioletti può avere ripercussioni molto gravi.  Il melanoma provoca più morti di tutti gli altri tumori della pelle – continua l’esperto – e la sua incidenza è in aumento a un ritmo preoccupante, più veloce di qualsiasi altro cancro. Se preso in tempo, il melanoma può essere rimosso chirurgicamente, ma se diagnosticato in stadi avanzati può diffondersi e diventare difficile da trattare”.

Le nuove linee guida – conclude Baker – affrontano “aree di incertezza e disomogeneità di trattamento nella pratica clinica e saranno per i medici un valido supporto per fornire le migliori cure alle persone con diagnosi, anche sospetta, di melanoma, ovunque vivano”.