Farmaceutica, Scaccabarozzi: “Abbiamo già dato, no a nuovi tagli nel 2016”

Il presidente di Farmindustria avverte la politica e chiede un'accelerazione al tavolo interministeriale sul settore. E sulla revisione del prontuario in corso all'Aifa: "L'ennesimo sacrificio che si poteva evitare"

quarant'anni di Ssn

L’estate, ufficialmente, non è ancora finita, ma per la farmaceutica italiana è già iniziato un autunno caldo: “Abbiamo già dato, la speranza è che nella prossima legge di Stabilità non ci siano nuovi interventi sulla farmaceutica”, dice il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, intervistato dall’Adnkronos Salute. A metà ottobre il Parlamento dovrà cominciare a occuparsi della prossima manovra finanziaria, ma per il settore del farmaco ci sono già almeno due fronti aperti: da un lato, un tavolo interministeriale per discutere di governance; dall’altro, il calendario di incontri – avviato ieri- fra l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e le aziende per la rinegoziazione dei prezzi di 600 specialità medicinali e 23 farmaci biotecnologici come previsto dai tagli alla sanità recepiti nel Dl Enti Locali.

“I contenuti dei lavori del tavolo sulla farmaceutica – assicura Scaccabarozzi – sono all’attenzione del governo e sono considerati argomenti importantissimi, soprattutto perché così come siamo messi, con tetti di spesa sottodimensionati e un pesante sistema di payback, non potremo andare avanti. Fra l’altro, prevediamo un ulteriore sforamento del limite della spesa farmaceutica ospedaliera. Mi auguro che i lavori del tavolo vengano tradotti velocemente nei primi interventi, questi sì da inserire in legge di Stabilità”.

Realisticamente – prosegue Scaccabarozzi – “non mi aspetto che ci siano più fondi, anche se sarebbe auspicabile: il ministro della Salute ci ha provato, ma qualcuno poi ha fatto retromarcia. Occorre però ridistribuire le risorse all’interno delle voci di spesa: ci sono ancora voci sopra finanziate, mentre la nostra è sotto finanziata pur avendo costi standard in tutta Italia grazie al prezzo fissato da Aifa a livello centrale. Bisogna considerare il farmaco come parte integrante dell’assistenza al cittadino: se si farà, le risorse si troveranno. In caso contrario, ci saranno problemi per le aziende e per tutta l’economia del Paese”.

Per quanto riguarda la revisione del prontuario – su cui oggi è intervenuto anche il vicepresidente di Farmindustria Maurizio de Cicco, parlando di “sacrifici duri” e “senso di responsabilità delle aziende” – Scaccabarozzi descrive la trattativa in termini “ennesimo sacrificio” per il settore. “Speravamo di poterlo evitare – spiega il numero uno di Farmindustria –  ma ci è stato chiesto con forza soprattutto a livello regionale. E stiamo rispondendo con senso di responsabilità, pur avendo già i prezzi più bassi d’Europa. Il dialogo con Aifa è comunque ottimo”. La revisione del prontuario – aggiunge Scaccabarozzi – va fatta “con trasparenza e utilizzando i criteri scientifici che tutti ci aspettiamo siano applicati”.