“Farmaci inaccessibili? Crimini contro l’umanità”

A sostenerlo, Vittorio Bertelé e Silvio Garattini nell'ultimo numero di Ricerca&Pratica, dell'Istituto Mario Negri, commentando l'inserimento nella lista dei farmaci essenziali dell'Oms di prodotti dal prezzo difficilmente sostenibile anche nelle economie avanzate, primi tra tutti quelli per l'Epatite C

“Ogni anno muore circa mezzo milione di pazienti infetti da virus dell’epatite C! Lasciar morire la gran parte di queste persone perché il prezzo dei trattamenti disponibili non è sostenibile è altrettanto catastrofico quanto una guerra, una serie di attentati terroristici o quei naufragi che giorno sì giorno no seppelliscono centinaia di migranti nelle acque del Mediterraneo. E come tale dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità”.

A riaccendere il peraltro mai sopito dibattito in materia è l’editoriale a firma di Vittorio Bertelé e Silvio Garattini pubblicato nell’ultimo numero di Ricerca&Pratica, dell’Istituto Mario Negri. Lo scritto trae spunto dall’inserimento della nuova Lista dei farmaci essenziali dell’Oms numerosi nuovi prodotti dal prezzo difficilmente sostenibile: l’Oms – sostengono gli Autori – mira a promuovere una riduzione dei prezzi, ma questo obiettivo  non può essere affidato a iniziative spontanee delle parti in causa o a dinamiche del mercato, mentre i cosiddetti tailored prices, oggetto di specifici accordi, “possono solo ridurre prezzi che invece devono essere profondamente ridisegnati”.

 “La comunità scientifica, i decisori politici e tutti coloro che difendono i diritti umani dovrebbero adottare tutte le possibili misure per garantire che l’accesso ai farmaci essenziali sia davvero possibile”, proseguono Bertelé e Garattini, suggerendo tra le possibili  linee d’azione di “non riconoscere la protezione brevettuale ogniqualvolta falliscano gli sforzi per garantirne la sostenibilità” e di “rendere di pubblico dominio le informazioni sul reale costo di produzione dei farmaci e sui bilanci delle aziende farmaceutiche”. E chiudono con un richiamo etico: “L’Oms e tutti coloro che difendono la causa della salute pubblica – scrivono – dovrebbero sostenere il punto di vista secondo cui qualsiasi farmaco con provata efficacia in termini di maggiore sopravvivenza e/o migliore qualità di vita dovrebbe essere reso disponibile a un prezzo sostenibile. Qualsiasi deroga a questo obbligo morale dovrebbe essere additata agli occhi dell’opinione pubblica come un comportamento non etico, perpetrato in spregio ai diritti umani, non solo quelli dei pazienti”.