Veneto, Coletto: “Qui assorbiamo i tagli alla sanità senza toccare i Lea”

L’assessore regionale commenta la delibera approvata oggi dalla giunta Zaia sulle modalità con cui recepire i sacrifici imposti dalla legge di Stabilità 2015. Per la Regione una “mannaia” da oltre 200 milioni di euro

luca coletto

“Non abbiamo nemmeno sfiorato nessuna delle centinaia di prestazioni inserite nei livelli essenziali di assistenza (Lea). Un miracolo, con il quale rispondiamo ai tagli orizzontali impostici dal Governo nazionale che ha perso la faccia, e insegniamo a Roma e agli spreconi come si fa”. Con queste parole l’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, commenta la delibera approvata oggi dalla giunta regionale per stabilire le modalità con cui i tagli alla sanità per il 2015 saranno assorbiti a livello locale. Si tratta di tagli “vergognosamente orizzontali” e decisi “senza il minimo riferimento ai criteri e ai costi standard”, dice Coletto, che sul Veneto si traducono in una “mannaia da oltre 200 milioni di euro”.

“Le prestazioni ai pazienti sono salve – spiega l’assessore del Carroccio – ma la manovra alla quale Renzi ci costringe è comunque profondamente ingiusta. Ad esempio dovremo intervenire sull’acquisto di beni e servizi e su quello dei dispositivi medici puntando ad una riduzione di spesa del 5%, come imposto dalla legge nazionale, ma è una follia chiedere altri risparmi in questo settore ad una Regione che si è già spinta molto avanti sulla strada dell’efficienza, implementando gli acquisti centralizzati e con il lavoro di selezione della Crite (Commissione regionale per l’investimento in tecnologia ed edilizia). Tutto questo – ammonisce Coletto – senza contare il probabile insorgere di lunghi e costosi contenziosi con gli operatori privati. Ci hanno voluto mettere in croce, ma ce la caveremo”.

Dal 1 ottobre, “e questa è una nota dolente della quale il Governo tagliatore dovrebbe vergognarsi”, dice Coletto, bisognerà invece rivedere tutto il sistema dell’erogazione delle prestazioni “extra-Lea”, quelle erogate solo in Veneto per decisione della Regione e non previste nei livelli essenziali di assistenza. “Con un provvedimento successivo – spiega l’assessore – definiremo comunque nuove modalità di assistenza in favore dei mutilati e invalidi di guerra, per cause di guerra e per servizio”. Per alcune prestazioni di medicina fisica e riabilitativa è stato indicato un tetto massimo che consente di garantire comunque una cura “degna di questo nome”, aggiunge Coletto. Ad esempio, sarà prescrivibile un solo ciclo di terapia l’anno con prescrizione rilasciata esclusivamente dallo specialista fisiatra della struttura pubblica.