Medici in agitazione, c’è anche la Fimmg: “La politica pensa di risparmiare sulla salute dei cittadini”

Il sindacato della medicina generale rilancia l’appello Fnomceo e invita gli iscritti a sostenere le iniziative che saranno messe in campo nei prossimi mesi. Milillo: "Nessuno si sottragga alla mobilitazione"

“Appare chiara ormai una situazione diventata insostenibile per tutti i medici e di conseguenza per i cittadini da loro assistiti, caratterizzata da discussioni sulla sanità in termini di spesa e mai di investimenti sia politici che finanziari tesi al recupero di una offerta nazionale della assistenza medica”. Così Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg – il sindacato più rappresentativo della medicina generale – spiega l’adesione dei medici di famiglia all’appello alla mobilitazione lanciato in questi giorni dalla Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo). “ E appare anche evidente – aggiunge Milillo – che, nonostante tutti i tentativi di interlocuzione, l’atteggiamento rimane quello di un mancato coinvolgimento nelle scelte e di indifferenza alla necessità di sostenere una figura quale quella dei medici, necessaria ai cittadini sia per i bisogni assistenziali, ma anche per quell’affidamento a un soggetto professionale di cui bisogna fidarsi, non a un soggetto di cui dubitare continuamente, che decide su meccanismi economicistici o peggio di risparmio sulla salute dei cittadini”.

Secondo il leader della Fimmg “non è difficile individuare le cause e le responsabilità in un sistema che, con la regionalizzazione della sanità, è stato capace solo di determinare interessi di organizzazione regionalistica e non propone mai una sintesi dell’interesse nazionale alla salute della popolazione”. E altrettanto evidenti sarebbero, secondo il sindacato, “le discussioni di regioni che, con piglio ragionieristico, difendono solo i loro conti e plaudono a una offerta assistenziale regionale senza curarsi di un progetto unitario”.

“A cosa serve una Conferenza Stato Regioni – chiede Milillo – se non a definire come si omogeneizzano le pratiche assistenziali in un interesse collettivo e non a ricatti e baratti tra interessi parziali, che devono essere difesi quasi come i confini e i muri che in questi giorni si ripropongono verso gli interessi umanitari dei richiedenti asilo?”.

Infine, la Fimmg sembra non aver dubbi sulla partecipazione dei camici bianchi a questo “autunno caldo” della sanità: “Nessuno si sottrarrà alla parola d’ordine ‘mobilitiamo la professione medica’ e se ci sarà qualcuno che intenda sottrarsi suggeriamo al cittadino di dubitarne perché quello non è un vero medico”.