Sanità privata, Lorenzin: “La legge di Stabilità deve tenerne conto, no a tagli lineari”

Il messaggio del ministro della Salute al Congresso dell’Unione europea dell’ospedalità privata (Uehp) che si conclude oggi a Milano: "Pubblico e privato devono integrarsi per offrire cure di qualità"

“Anche quest’anno la Legge di stabilità nonostante il periodo difficile che c’è stato negli ultimi anni, vuole tenere conto del settore privato e interrompere, come è già avvenuto almeno dal 2013, la tradizione non bella dei tagli lineari e in particolare i tagli al settore privato. Proprio perché con il pubblico deve costituire un insieme che eroga sempre maggiori servizi di più alta qualità al cittadino”. È questo il messaggio che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha inviato al Congresso dell’Unione europea dell’ospedalità privata (Uehp) che si conclude oggi a Milano.

L’evento ha riunito nel capoluogo lombardo i rappresentanti europei degli ospedali privati e gli italiani dell’Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) per esaminare le sfide della sanità nel prossimo futuro. In un quadro, descritto dalla stessa Lorenzin, di “diminuzione della spesa del welfare più o meno tendenziale in tutto il mondo occidentale in questa fase di crisi”. Sono molti, ricorda il ministro, “fronti aperti sia in Italia sia in Europa da questo punto di vista con l’unico interesse di reggere la sfida della sostenibilità e continuare ad erogare servizi ai cittadini”. Dalla Lorenzin anche l’invito ad apprezzare “il lavoro che si sta facendo per una razionalizzazione delle risorse all’interno del sistema sanitario per poi reinvestirlo nei comparti laddove c’è bisogno”.

“Abbiamo un anno, un anno e mezzo per costruire e implementare il Patto per la salute – ricorda Lorenzin – Io spero che alla fine di questo percorso le tante norme che si saranno susseguite saranno calate sui nostri territori in modo condiviso con le associazioni. Noi stiamo lavorando sulla produttività del settore pubblico, sull’appropriatezza. La stessa cosa vogliamo nel settore privato in modo che questi due ambiti possano integrarsi in modo complementare sempre di più, rispettare standard qualitativi sempre più alti per offrire un servizio pubblico e universale ai nostri cittadini sia che sia gestito ed erogato dal settore pubblico sia che a farlo sia il sistema privato”.

Secondo Gabriele Pelissero, presidente nazionale di Aiop, la razionalizzazione delle risorse e una maggiore efficienza sono “strumenti efficaci per ottenere i migliori risultati in relazione alla spesa sostenuta”, mentre “i tagli lineari e i tetti di budget producono effetti negativi sull’equità di accesso ai servizi e sulla qualità delle cure”. Se il contenimento dei costi diventa la preoccupazione preponderante, il settore sanitario è di fatto “considerato un investimento improduttivo”, aggiunge Pelissero. L’Ocse ha calcolato che “periodi di contrazione dei budget rendono difficile creare le condizioni per progredire e fanno lievitare i costi a medio-lungo termine”. Di fronte a questo scenario, ecco una proposta dell’Aiop: “La soglia del 7% di spesa pubblica sanitaria sul Pil sia considerato non solo un limite minimo economico, ma soprattutto il livello minimo per la qualità del Ssn, al di sotto della quale potrebbero insorgere serie difficoltà per la tenuta qualitativa del sistema”.