Furti di medicinali, la denuncia dei farmacisti ospedalieri: “Pochi ospedali sicuri”

Su un campione di 21 strutture esaminate dalla Sifo nell’ambito del progetto Padlock sole tre rispondono ai requisiti di sicurezza. A fine ottobre nuove Linee guida per affrontare il fenomeno

I furti di medicinali nelle strutture sanitarie aumentano, ma gli ospedali davvero sicuri sono pochi. È la denuncia della Società italiana farmacisti ospedalieri e servizi territoriali (Sifo) alla luce dei risultati di un’indagine su un campione di 21 farmacie ospedaliere (piccole, medie e grandi). La ricerca – realizzata nell’ambito del progetto Padlock partito nel 2014 con il contributo incondizionato di Roche – mostra come soltanto tre farmacie sulle 21 esaminate risultino “mediamente sicure”, mentre 12 non raggiungono la sufficienza e 6 vengono classificate come “gravemente inadeguate”.

“Il progetto Padlock – spiega la Sifo in un comunicato – ha analizzato i sistemi di prevenzione delle farmacie ospedaliere, mettendo a punto un’analisi dei rischi realizzata con l’ausilio della Scuola Superiore Sant’Anna e di Logplus srl. I risultati di questo studio che per fermare i furti è necessario implementare a monte la sicurezza delle strutture, incentivando per quanto possibile la centralizzazione delle scorte. Ma anche e soprattutto potenziando le misure di sicurezza per proteggere meglio i farmaci e migliorando le procedure di attivazione dell’allarme e di gestione dell’emergenza. Per valutare i ‘punti deboli’ delle strutture si è proceduto in questo modo: ad ogni struttura è stata assegnata una classe di rischio, valutando il rispetto di alcuni parametri, come per esempio la presenza di telecamere o sensori, il controllo degli accessi e le procedure di emergenza”.

Il contrasto al fenomeno dei furti farà parte delle “Linee guida per farmacia ospedaliera” che verranno presentate al prossimo Congresso nazionale Sifo in programma a Catania dal 22 al 25 ottobre.