Sla: la tecnica “Vescovi” con le staminali cerebrali supera con successo la fase I

Niente eventi avversi imputabili alla procedura chirurgica o alle cellule trapiantate per i primi 18 pazienti. Ora si apre la fase II con il trapianto previsto in 60-80 persone per valutare dosaggio ed efficacia. Entro ottobre sarà depositato all'Aifa il protocollo clinico per la fase I anche sulla sclerosi multipla.

Si apre da oggi la strada al trial clinico di fase II sulla sclerosi laterale amiotrofica del  trapianto di cellule staminali cerebrali umane con la tecnica, tutta italiana, messa a punto nel 1996 dal gruppo di Angelo Luigi Vescovi, professore di biologia cellulare all’università Bicocca di Milano e direttore Scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza (San Giovanni Rotondo). Lo studio, che prevede il trapianto in 60-80 pazienti, permetterà di mettere a punto il dosaggio e verificare il grado di efficacia delle cellule staminali cerebrali usate. La tecnica aveva terminato con successo la fase I di sperimentazione lo scorso 5 giugno, con il trapianto di diciotto paziente dalla sua apertura il 25 giugno 2012, per la prima volta con cellule staminali cerebrali umane provenienti da biopsie da feti deceduti per cause certificatamene naturali. I risultati del trial condotto  sono stati presentati oggi dall’Associazione Revert Onlus e l’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza, in collaborazione con la Fondazione Cellule Staminali. Non sono “stati rilevati eventi avversi imputabili alla procedura chirurgica o alle cellule trapiantate” spiega Vescovi. Entro ottobre, inoltre, sarà depositato all’Aifa il protocollo clinico per procedere alla sperimentazione di fase I anche sulla sclerosi multipla. Il trial è stato condotto secondo la normativa internazionale vigente in accordo alle regole Ema con cellule prodotte in stretto regime Gmp (Good Manufacturing Practice) certificate dall’Aifa.  “Le cellule prodotte nella Banca delle Staminali Cerebrali di Terni – continua Vescovi – saranno sufficienti per le future sperimentazioni sulla Sla e per quelle successive che la stessa equipe sta già organizzando su altre malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla e le lesioni spinali in primis”.