Sanità, Renzi alla Camera: “Nessun taglio e dialogo aperto con i medici”

A Montecitorio il premier risponde a un'interrogazione di Sel e ricorda l'andamento crescente della dotazione del Fsn: “Nel 2013 erano 106 miliardi, nel 2014 erano 109, quest'anno 110 e 111 il prossimo anno”. Sulle prestazioni “inutili” apre a confronto con i camici bianchi

“Deve essere chiaro che sulla sanità l’Italia non sta tagliando. Nel 2002 erano 75 i miliardi a disposizione del Fondo sanitario nazionale, nel 2013 erano 106, nel 2014 erano 109, quest’anno 110 e 111 il prossimo anno. Questa è la nostra base di partenza, sul resto confrontiamoci”. A dirlo è il premier, Matteo Renzi, rispondendo oggi alla Camera a un’interrogazione di Sel sul decreto ministeriale in materia prestazioni sanitarie inappropriate. “Siamo in presenza dell’unico settore in cui c’è stato un aumento dei fondi del 40%”, ha aggiunto il premier, sottolineando anche la necessità di cambiamenti radicali: “Il fatto che si debba investire nella sanità è oggettivo dato che la gente invecchia e invecchiando cambia il modello di cui abbiamo bisogno”.

Per quanto riguarda le prestazioni inappropriate, Renzi condivide l’esigenza “di cambiare qualcosa”, ma avverte: “Non dobbiamo dare l’impressione che i cittadini non abbiano il diritto alle cure”. Per il premier sarebbero i medici stessi, attraverso i dati di alcune società scientifiche, a evidenziare il ricorso “a visite specialistiche non appropriate” nel 10% dei casi”. Ma su questo tema, che in questi giorni ha conquistato la ribalta sui media nazionali, il premier annuncia “disponibilità totale al confronto”.