Preoccupa il calo vaccinazioni e i medici di famiglia italiani temono epidemie

Sul sito del ministero della Salute i nuovi dati sulle coperture. L'allarme della Simg. "Siamo al limite della soglia limite di sicurezza del 95% per malattie come poliomielite, tetano, difterite ed epatite B". Ricciardi (Iss): "Si rischiano conseguenze gravi". L'Aifa chiede l'approvazione urgente del nuovo Piano nazionale per la prevenzione

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Scatta l’allarme sulle coperture vaccinali contro gravi patologie. In particolare la poliomielite, il tetano, la difterite, l’epatite B e la pertosse. Il ministero della Salute ha proposto oggi i dati secondo cui se nel 2013 erano di poco superiori al 95%, valore minimo previsto dall’obiettivo del Piano, nel 2014 sono scese al di sotto di tale limite.

Più nel dettaglio, la copertura per Haemophilus influenzae b (Hib), che nel 2013 era pari al 94,5%, è rimasta sostanzialmente invariata mentre per morbillo, parotite e rosolia (Mpr) è diminuita di quasi 4 punti percentuali rispetto ai dati aggiornati del 2013 (dal 90,3% all’86,6%). “Questa situazione – ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi (nella foto) – che tende progressivamente a peggiorare, rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo poiché scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo.

Anche i medici di famiglia italiani preoccupati per il calo delle coperture vaccinali. Una nota diffusa dalla Società italiana di medicina generale (Simg) esprime forte preoccupazione per il dato recentemente certificato dall’Istituto Superiore di Sanità. “Siamo al limite della soglia limite di sicurezza del 95% per molte malattie gravi come poliomielite, tetano, difterite ed epatite B – afferma il presidente Claudio Cricelli – e se non invertiamo quanto prima questa tendenza corriamo il rischio di vere e proprie epidemie di gravi patologie che invece possono essere prevenute”. Cricelli e la Simg bacchettano anche (soprattutto) i messaggi veicolati dai media sul tema vaccini. “La riduzione delle percentuali di immunizzazione è anche il risultato della disinformazione cui da troppo tempo assistiamo su importanti presìdi medici. Ricordiamo invece che i vaccini, oltre ad essere efficaci, sono estremamente sicuri perché sottoposti a rigidi controlli da parte delle istituzioni sanitarie competenti”. Ovviamente, sul tema specifico, i medici di famiglia hanno una chiara e diretta responsabilità che non possono delegare. “Noi medici di famiglia – sottolinea Cricelli – siamo tutti i giorni in prima linea nell’incentivare le immunizzazioni tra tutta la popolazione. Auspichiamo che sia approvato e reso operativo quanto prima il nuovo Piano nazionale per la Prevenzione vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio superiore di Sanità, Istituto superiore di Sanità e Agenzia italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle regioni italiane”.

I dati sulle vaccinazioni preoccupano l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che – in una nota – chiede con urgenza l’approvazione del nuovo Piano nazionale per la prevenzione vaccinale (Pnpv). “C’è purtroppo poca consapevolezza del rischio anche grave connesso alla mancata vaccinazione, ricordiamo che i vaccini hanno salvato circa 2 milioni e mezzo di vite l’anno, 5 al minuto e che, ancora oggi, una malattia come il morbillo può risultare mortale”, commenta il presidente dell’agenzia regolatoria, Sergio Pecorelli, mentre secondo il direttore generale Luca Pani “non c’è tempo da perdere”  e “occorre fare fronte comune contro la disinformazione sui vaccini che rischia di compromettere i grandi passi avanti della medicina nella prevenzione di malattie anche gravi.”