Se la fabbrica oggi si può ordinare comodamente “a casa”

GE Healthcare assembla il più grande impianto modulare al mondo nel settore biofarmaceutico. KUBio costruito con moduli provenienti dalla Germania, Svezia e Stati Uniti, verrà montati nel sito produttivo di JHL Biotech in Cina, per realizzare biofarmaci

Ordinare una fabbrica e farsela recapitare direttamente “a casa”. Oggi è possibile e KUBio è il primo e più grande impianto modulare monouso al mondo, costruito tra Germania, Svezia e Stati Uniti 
 con componenti realizzati da General Electric Healthcare. A ordinarlo l’azienda taiwanese JHL Biotech 
 a Wuhan, la capitale della provincia di Hubei, in Cina. 
 La struttura sarà composta da 62 moduli, avrà una superficie di circa 2400 metri quadri (circa la metà dell’estensione di un campo di calcio) e conterrà un numero di bioreattori monouso corrispondenti alla capacità di 2.000 litri; e permetterà alla società taiwandese di realizzare biofarmaci (medicinali come l’insulina sintetica, i nuovi farmaci oncologici, per l’artrite reumatoide e così via) per mercati in cui in cui altrimenti risulterebbero troppo costosi.

La produzione di farmaci in contenitori di plastica monouso elimina la necessità di attività costose come pulizia e sterilizzazione. Inoltre, i contenitori possono essere configurati per essere utilizzati con farmaci diversi, in maniera rapida. Innovazioni che potrebbero rendere le fabbriche più piccole ed efficienti. La soluzione offerta da KUBIo comprende tutto, dalle attrezzature di biotrattamento alla costruzione della struttura, passando per il coordinamento generale del progetto. Per l’80-90%, i moduli del sito arrivano già muniti del sistema di riscaldamento, ventilazione, aria condizionata, della camera bianca, degli attrezzi da lavoro e della rete di tubature necessaria per far funzionare l’impianto.

Una volta in Cina, GE Healthcare si occuperà dell’assemblaggio dell’impianto, di certificare l’equipaggiamento e di formare il personale JHL.

“Si tratta di un progetto davvero innovativo”, ha spiegato Oliver Loeillot, General Manager Life Sciences Asia di GE Healthcare. “Oggi il 98% delle fabbriche biofarmaceutiche sono ancora costruite sul posto, con metodi convenzionali: ciò significa che prima viene progettata ed edificata la struttura, e in seguito occorre circa un anno per renderla attiva e funzionante. La nostra concezione è totalmente differente in quanto presuppone che queste attività vengano svolte in parallelo, permettendo di guadagnare circa un anno e mezzo di tempo. E le società biofarmaceutiche hanno bisogno proprio di questo: velocità”.