Appropriatezza, Milillo (Fimmg): “Provvedimento offensivo per i medici”

Dal congresso nazionale in corso in Sardegna il leader sindacale dei medici di famiglia si rivolge al ministro della salute e annuncia lo stato di agitazione dei camici bianchi. Lorenzin: "Nessun taglio alle prestazioni e sanzioni solo per abusi abnormi"

“I medici italiani sono profondamente offesi dal contenuto del provvedimento sull’appropriatezza, i cui presupposti scientifici e statistico gestionali sono tutti da dimostrare, e dalle disposizioni sanzionatorie considerate irrununciabili proprio da quelle Regioni che sono obiettivamente responsabili di inappropriatezze programmatorie, organizzative e gestionali inaudite”. Dal congresso nazionale della Fimmg in corso in questi gironi a Domus de Maria (Cagliari) il segretario nazionale del sindacato dei medici di famiglia, Giacomo Milillo, si rivolge al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, oggi ospite della kermesse. “I medici non credono più ai patti fra Governo e Regioni – prosegue Milillo – dai quali i professionisti sono regolarmente esclusi, che si sono dimostrati patti fra politici fatti al di sopra delle necessità operative dei professionisti e quindi degli interessi dei cittadini”.

L’atto d’accusa della Fimmg

Secondo il segretario della Fimmg, il ministero della Salute “non ha mai tenuto in conto le proposizioni di chi legittimamente rappresenta i medici, come dimostra la nostra marginale e solo formale consultazione nella definizione del Patto per la salute, il mancato coinvolgimento nel Css e nelle commissioni ministeriali dove compaiono professionisti non rappresentativi e ultima, l’esclusione dal Comitato tecnico scientifico dell’Aifa del componente della medicina generale che trova più ascolto in Europa nell’Emache in Italia”. Ma la lista sarebbe ancora più lunga – incalza Milillo – e si chiuderebbe con “la discutibile gestione del comma 566 che, lungi dal risolvere conflittualità fra medici e professionisti sanitari, in realtà le sta fomentando ancora una volta in ossequio alle volontà della Conferenza delle regioni”.

Il braccio di ferro tra medici e governo continua. “Se decidete di proseguire senza i medici e/o contro i medici, la mobilitazione continuerà anche fino alla sciopero”, avverte il segretario Fimmg, annunciando che domani il sindacato dei medici di famiglia proclamerà ufficialmente lo stato di agitazione.

La replica del ministro: “No allo scontro”

Di fronte alla platea dei medici di famiglia, il ministro della Salute prova a smorzare i toni: ”Con i medici nessuno scontro, le riforme vanno fatte assieme. Lo sappiamo tutti che esistono gli sprechi, dobbiamo risparmiare ogni centesimo e reinvestirlo in sanità per garantire stabilizzazione dei precari, rinnovo dei contratti, innovazione, accesso alle cure”.

Sul fronte dell’appropriatezza, Lorenzin usa parole di rassicurazione: “Non puó e non deve significare diminuire la qualità, ma l’esatto contrario. Nessun esame viene tagliato, i cittadini non perdono nulla di quanto hanno per la tutela della loro salute”. E, soprattutto, prova a fare chiarezza sui 208 esami “incriminati” ancora sotto osservazione da parte del Consiglio superiore di sanità spiegando che nella lista non “c’è nulla che riguardi le urgenze o esami salvavita”.

Sulle sanzioni ai medici, poi, smentisce qualsiasi intento “persecutorio”: ”Nascono per un approccio formale tipico italiano per cui non c’è precetto senza sanzione, ma sono sicura che queste saranno a carico solo di chi abusa in modo abnorme”.

Infine, una mano tesa ai camici bianchi della Fimmg: “Dobbiamo riformare il sistema sanitario perché la buona sanità venga garantita nei prossimi decenni. I medici di famiglia sono i protagonisti della sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Se non funziona il territorio salta il sistema”.