Farmacie: in Sicilia 50 mln di risparmi in un anno grazie a distribuzione per conto

A Catania, in occasione di PharmEvolution 2015, Federfarma presenta i dati sulla distribuzione dei farmaci del Pht (prontuario ospedale-territorio): la spesa regionale per i medicinali ad alto costo segna -34,5% rispetto al 2014

Oltre cinquanta milioni di euro risparmiati in un anno grazie alle farmacie siciliane. È il risultato della distribuzione per conto dei farmaci del Pht (Prontuario ospedale-territorio), che da aprile 2014 al marzo scorso ha fatto calare del 34,5% la spesa farmaceutica regionale per i farmaci ad alto costo. Il dato arriva da un report presentato ieri a Catania da Federfarma Sicilia nell’ambito della convention PharmEvolution. “Normalmente – osserva il presidente regionale di Federfarma, Francesco Mangano – il risparmio corrisponde ad una riduzione del servizio, in questo caso invece si ha un miglioramento perché i cittadini possono prendere le medicine nella farmacia sotto casa senza fare decine di chilometri per recarsi nel punto distribuzione Asp più vicino. Al miglioramento del servizio si aggiunge il risparmio legato al minor numero di confezioni erogate, circa 600mila in meno. Poiché il paziente può ritirare il farmaco in qualunque momento nella farmacia più vicina, prenderà solo le confezioni necessarie anziché farne scorta, col rischio di sprechi in caso di cambio terapia o decesso. Questo report – conclude Mangano – è la prova che con la farmacia si risparmia”.

Alla riduzione del numero di confezioni ritirata bisogna aggiungere – secondo Gioacchino Nicolosi, vicepresidente di Federfarma nazionale e presidente della federazione catanese – il calo del costo medio per confezione, che ha comportato altri risparmi. “Dopo anni di battaglie, i numeri ci danno ragione: la distribuzione pezzo per pezzo o ricetta per ricetta evita gli sprechi legati a forniture effettuate dall’Asp per lunghi periodi di cura e consente al farmacista di conoscere i trattamenti terapeutici degli utenti, primo passo per la presa in carico del paziente con il monitoraggio dell’aderenza alle cure”, spiega Nicolosi.