Stabilità, concluso l’incontro fra Regioni e Governo: “Fondo sanitario di 111 mld”

Oggi il confronto fra i presidenti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Chiamparino: "Per la sanità abbiamo ribadito che sono indispensabili ulteriori risorse, servono almeno due dei tre miliardi previsti di aumento del fondo"

Il Fondo sanitario nazionale nel 2016 sarà di circa 111 miliardi di euro, ma la partita col Governo non è ancora chiusa. È il primo messaggio che arriva al termine del confronto fra le Regioni e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, in calendario oggi a Palazzo Chigi. A confermare la cifra di 111 miliardi – dunque un solo miliardo in più rispetto al 2015, incremento ritenuto “insufficiente” dalla Regioni nei commenti della settimana scorsa – sono i presidenti del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e quello della Basilicata, Marcello Pittella. “Sulla sanità – precisa la Serracchiani – il ragionamento è aperto. Le Regioni hanno proposto un lavoro importante sui costi standard, vedremo. Il Fondo sanitario per il 2016 riceverà un aumento e si chiuderà sui 111 miliardi”.

Un possibile recupero di risorse è atteso da tagli che riguarderanno voci diverse dal sistema sanitario. “Si parla di una riqualificazione della spesa per 2,2 miliardi – prosegue la Serracchiani – e su questi soldi c’è l’impegno del Governo a trovare almeno parzialmente delle soluzioni”. Su questo punto il governatore lucano, Marcello Pittella, parla di “approccio sereno, costruttivo e positivo”. L’obiettivo è di contenere quei 2,2 miliardi di tagli ereditati da precedenti manovre e di farli scendere “di almeno un miliardo”.

Resta ancora – seppur molto stretto – un margine di trattativa secondo il governatore della Liguria, Giovanni Toti: “Io spero che qualcosa possa ancora essere guadagnato per il fondo sanitario, ma parliamo di briciole. La stretta alla spesa delle Regioni c’è alcuni strumenti tecnici potrebbero solo mitigarne l’impatto”.

“Il governo – spiega Toti – si è preso qualche ora per finire i conti complessivi della manovra, vedremo quali saranno i definitivi saldi. Continua una politica dei tagli che ci porterà a doverci sedere a un tavolo per discutere su quali poteri restano alle Regioni dopo la brutta riforma al Senato. Se le risorse non ci sono l’autonomia finisce. Bisognerà sedersi con questo governo e capire cosa pensano di fare delle autonomie locali”.

Riguardo all’ipotesi di un Fondo per le regioni virtuose in sanità di cui si è parlato nei giorni scorsi, “ne abbiamo discusso, ma è argomento che affronteremo dopo la manovra”, dice il presidente della Basilicata, Pittella, spiegando che si tratta “di una sorta di premialità per quelle Regioni che tengono bene i conti e di un riconoscimento per quelle in Piano di rientro chehanno dimostrato di fare sul serio”. E in questa discussione dovrebbero rientrare anche i costi standad: “Abbiamo chiesto di inserire già da subito nella manovra una piccola norma che li richiama”, conclude Pittella.

Chiamparino: “Servono due miliardi in più”

In serata il commento del presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, affidato a un breve comunicato: “Nell’incontro di oggi con il Governo sulla Legge di stabilità abbiamo apprezzato la disponibilità di lavorare ad un accordo su soluzioni di risparmi finanziari da noi proposte, ma che sono tecnicamente al di fuori del Fondo Sanitario Nazionale. Per quanto riguarda invece la sanità abbiamo ribadito che sono indispensabili ulteriori risorse, servono almeno due dei tre miliardi previsti di aumento del fondo. Senza di questi, infatti, è difficile far fronte anche alle richieste di accesso ai farmaci innovativi, all’implementazione dei livelli essenziali di assistenza e al rinnovo dei contratti”.