Stabilità, da politica e associazioni dubbi sui numeri di Renzi: “Alla sanità mancano due miliardi”

Critiche al Governo sullo stanziamento di 111 miliardi per il Fondo sanitario 2016, una cifra che secondo le indicazioni del Def avrebbe dovuto raggiungere quota 113 mld e, in base al Patto per la salute siglato nel 2014, oltre 115 mld

Il testo della legge di Stabilità 2016 non si conosce ancora, ma è bastato uno dei tweet usati ieri dal premier Matteo Renzi per presentare la manovra a scatenare il tam tam di reazioni. Il presidente del Consiglio ha annunciato che nel 2016 il Fondo sanitario nazionale avrà una dotazione di 111 miliardi, cioè un miliardo in più rispetto al 2015 e due in più rispetto al 2014. Ma i numeri non convincono, fra gli altri, il Movimento Cinque Stelle: “Il Def è carta straccia, per la sanità erano previsti 113 miliardi che adesso in Stabilità diventano 111, vogliamo vedere se ora le Regioni, dopo essersi lamentate, smetteranno di tentennare e passeranno ai fatti”, scrivono i nota i deputati in Commissione Affari Sociali. Se il M5S punta il dito contro i due miliardi mancanti rispetto alle previsioni del Def, il governatore del Veneto, Luca Zaia, invita a riguardare il Patto per la Salute siglato dal Governo a luglio 2014: “Ai commi uno e due dell’articolo uno recita che il Fondo 2014 sarebbe dovuto essere di 109 miliardi 928 milioni, quello 2015 di 112 miliardi 062 milioni, quello 2016 di 115 miliardi 444 milioni”. Tradotto: quasi cinque miliardi in meno per il 2016. “Non ci vuole certamente un premio Nobel dell’economia – ironizza Zaia – per capire che le cifre messe nella legge di stabilità sono inferiori a quelle contenute in un altro documento ufficiale del Governo. Sono di meno e non di più, a differenza di quanto affermato da Matteo Renzi”.

Secondo il senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR), membro della Commissione Igiene e Sanità del Senato, il premier “spaccia per aumenti quelli che sono dei veri e proprio colpi di accetta” che rendono impossibile “realizzare la sostenibilità del sistema attraverso una nuova governance” e riducono “una spesa che resta comunque inferiore a quella dei principali Paesi europei”. Quei 111,289 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale “rappresentano l’8,8 percento del Prodotto interno lordo – sottolinea il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Mario Marazziti (Pi-Cd) – cioè due punti in meno rispetto a Francia e Germania e al di sotto, di poco, della percentuale del Portogallo”.La salute costa – prosegue il deputato – “ma la salute non è un costo. E il nostro Servizio Sanitario Nazionale, che pure in difficoltà rimane tra i migliori del mondo può aiutare il Paese a vivere bene le grandi transizioni in atto: epidemiologica, sociale e demografica”.

Il balletto di cifre sul Fsn irrita anche il mondo delle professioni sanitarie. “Con i 111 miliardi di finanziamento – commenta Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed – il Governo smentisce se stesso, le Regioni ed il Parlamento al quale lo scorso anno ha chiesto la fiducia nell’approvare la legge di stabilità che recepiva il Patto della Salute stabilendo ben altre cifre. E con un solo colpo solo spiazza il presidente Chiamparino, che annunciava a luglio l’intransigenza delle Regioni sull’impegno di portare il Fsn a 113 miliardi ed il ministro Lorenzin che, a settembre, annunciava che nel 2016 avremmo avuto 3 miliardi in più per il fondo sanitario”.

L’annuncio di Renzi sui 111 miliardi scuote anche le associazioni impegnate in prima linea sul terreno della sanità. Se ieri Cittadinanzattiva giudicava quello stanziamento “una scelta molto grave” che “mette in discussione l’investimento nella sanità pubblica”, oggi l’Associazione Giuseppe Dossetti parla di “una vera e propria mannaia sui malati e le loro famiglie” con effetti “devastanti”.