Sanità: al via in Bicocca il Centro interuniversitario per misurare l’efficacia delle politiche sanitarie

Inaugurato oggi a Milano il Centro Healthcare Research & Pharmacoepidemiology con l'adesione di 16 atenei, 7 Regioni, una Provincia autonoma e 4 società scientifiche. Obiettivo: misurare l’efficacia della pratica clinica e trovare il modello sanitario più efficace

Stabilire un ponte tra le evidenze scientifiche e le decisioni sanitarie, misurando l’efficacia della pratica clinica e  individuando le politiche sanitarie più efficienti e più efficaci. Con quest’obiettivo è stato lanciato oggi ufficialmente il Centro interuniversitario Healthcare Research & Pharmacoepidemiology,  inaugurato questa mattina presso l’Università di Milano-Bicocca. Numerose le adesioni al neonato centro, che comprende già, oltre all’Università Bicocca, altri sedici atenei, sette Regioni, una Provincia autonoma (Trento) e quattro società scientifiche (Sismec, AieSisp, Ssfa). Nello specifico le università aderenti sono: Università dell’Insubria, Università di Pavia, Università di Brescia, Università di Torino, Università degli Studi del Piemonte Orientale, Università di Verona, Università di Padova, Università di Udine, Università Politecnica delle Marche, Università di Perugia, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, Università di Palermo, Università di Cagliari e Università di Sassari. Le sette Regioni comprendono invece Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Abruzzo, Sicilia e Sardegna.

Ogni Regione aderente al Centro avrà a disposizione un software per interrogare i database dove vengono registrati tutti i dati delle prestazioni sanitarie erogate nel territorio; in questo modo sarà possibile ricostruire le prestazioni sanitarie ricevute dai cittadini e conoscere gli esiti delle terapie.  Per garantire il rispetto della normativa sulla privacy, i dati saranno gestiti direttamente dalle Regioni, mentre il Centro metterà a disposizione il software e garantirà un’attività di consulenza. Si stima che in questo modo verranno analizzati i dati del 35% della popolazione italiana.Secondo una ricerca del laboratorio Healthcare Research & Pharmacoepidemiology dell’Università di Milano-Bicocca, ad esempio,  ogni anno in Lombardia più di 300 mila persone tra i 40 e i 79 anni entrano in trattamento per la prevenzione primaria di problemi cardiovascolari ma nel 37% di questi pazienti le cure vengono interrotte entro un anno, vanificando la terapia e portando a uno spreco di risorse che si aggira intorno a 2,5 milioni di euro all’anno.

In questo contesto “il Centro Healthcare Research & Pharmacoepidemiology – spiega  Giovanni Corrao, direttore del Centro e ordinario di Statistica medica dell’Università di Milano Bicocca – si propone  come organismo scientifico di riferimento per istituzioni, operatori e ricercatori che vogliono approfondire i temi dell’utilizzo, dell’appropriatezza, dell’efficacia, dell’efficienza e dell’equità degli interventi preventivi, curativi e riabilitativi”.  Tutti questi temi verranno affrontati nel mondo reale della pratica clinica attraverso lo studio, la messa a punto e la diffusione di metodi scientificamente validi e la generazione di evidenze scientifiche.