Intervista a Gilberto Riggi, Direttore medico di AstraZeneca Italia

È una vera e propria rivoluzione quella che l’immuno oncologia sta offrendo in questi anni per il trattamento dei tumori. AstraZeneca in questo contesto ha cercato di sfruttarne al meglio le potenzialità impegnandosi su questo fronte in due filoni di ricerca principali: l’amplificazione della risposta immunitaria al tumore, e la rimozione dei freni che le cellule tumorali mettono al sistema immunitario, come spiega lo stesso Gilberto Riggi, Direttore medico di AstraZeneca Italia. Al momento la società sta lavorando soprattutto sul tumore del polmone non a piccole cellule, sul tumore testa collo e quello della vescica e su quello della prostata, ma sta sviluppando anche altre indicazioni per il tumore dello stomaco, fegato, colon retto e altri ancora, vista l’ampia applicabilità della strategia terapeutica. “Punto di forza di AstraZeneca è la capacità di lavorare sulle combinazioni” aggiunge Riggi. “Oggi siamo impegnati su un piano di sviluppo molto esteso di combinazioni, per cercare di colpire le cellule tumorali con una strategia a 360 gradi e offrire al più presto una terapia personalizzata nell’ambito dell’immunoterapia oncologica”.

Guardando al futuro la visione di AstraZeneca è proprio quella di cercare di definire nuovi standard di terapia oncologica, “con la speranza, nei prossimi anni – conclude Riggi – di mettere a disposizione dei pazienti una serie di farmaci che abbiano sia una maggiore efficacia in termini di prolungamento di vita, sia una maggiore tollerabilità in grado di migliorare la qualità di vita delle persone”.