Oms: mortalità materna giù del -44% in 25 anni, ma ogni giorno nel mondo 830 vittime

Il Rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità sui decessi per cause legate a gravidanza e parto. Nel 2015 circa 303 mila casi. In Italia 4 decessi ogni 100 mila nascite che ci classificano nella top ten dei Paesi con i tassi più bassi

Circa 830 vittime al giorno, soprattutto nell’Africa sub-sahariana e in Asia meridionale. È il triste bilancio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulle morti per cause (prevenibili) legate alla gravidanza e al parto a cui, però, fa da contraltare un trend incoraggiante: dal 1990 a oggi la moralità materna è scesa del 44% facendo passare il numero di decessi da circa 532 mila a 303 mila nel 2015. Con un Mmr (tasso mortalità materna) che è sceso, nello stesso arco di tempo, da 385 morti ogni 100 mila abitanti a circa 216. Sono questi i dati principali del Rapporto globale sulla mortalità materna presentato oggi a Roma all’Istituto superiore di sanità (Iss). Sono questi i dati principali del Rapporto globale sulla mortalità materna presentato oggi a Roma all’Istituto superiore di sanità.

L’Italia si colloca nella “top ten” mondiale dei Paesi con i più bassi tassi di mortalità materna, con 4 decessi ogni 100 mila nascite, al livello di Francia, Inghilterra, Germania e Stati Uniti. L’Italia ha messo a punto un sistema di sorveglianza della mortalità materna, coordinato dall’Iss e finanziato dal ministero della Salute, “che oggi vede coinvolte 8 Regioni che coprono da quest’anno il 75% delle nascite – spiega Serena Donati, ricercatrice del Centro nazionale epidemiologia e sorveglianza per la promozione della Salute della donna e dell’eta’ evolutiva dell’Iss – si va dai 5 morti in Toscana ai 13 in Campania ogni 100 mila nati vivi”.

Numeri davvero molto distanti da quelli registrati in altre parti del mondo: più della metà delle morti materne – sottolinea il rapporto – si verifica in Africa sub-sahariana e quasi il 33% in Asia meridionale. Le donne muoiono soprattutto per emorragie, infezioni, pressione sanguigna alta in gravidanza, complicazioni da parto e aborti a rischio. A livello globale, solo nove Paesi  (Bhutan, Capo Verde, Cambogia, Iran, Repubblica Popolare del Laos, Maldive, Mongolia, Ruanda e Timor Est) hanno raggiunto l’obiettivo di  ridurre la mortalità materna di almeno il 75% entro il 2015.

“L’educazione delle donne e delle ragazze – spiega Flavia Bustreo, vicedirettore generale dell’Oms per la Salute della famiglia, delle donne edei bambini – deve essere integrata ad altre azioni per ridurre la mortalità materna in particolare di coloro che vivono ai margini della società. L’istruzione è l’unica leva che fornisce loro le conoscenze base per cambiare pratiche tradizionali che mettono in pericolo la vita sia loro che dei loro figli”.

Tra il 2016 e il 2030, nel quadro dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile, l’Oms ha posto come obiettivo la riduzione globale della mortalità materna a meno di 70 decessi ogni 100 mila nascite. “E’ un traguardo ambizioso e realizzabile a condizione che raddoppino anche i nostri sforzi – Per questo è stata lanciata la piattaforma Global Financing Facility (Gff) per il finanziamento e il sostegno ‘Every Woman Every Child’ (iniziativa lanciata dalle Nazioni Unite, ndr) e il raggiungimento degli Obiettivi di salute e sviluppo sostenibili per la salute di donne, bambini e adolescenti”, conclude Bustreo.

EXECUTIVE SUMMARY

IL RAPPORTO COMPLETO

LA SCHEDA SULL’ITALIA