Pani (Aifa): “Rendere trasparenti gli accordi negoziali costerebbe 3,4 mld in più all’anno”

Il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) oggi in audizione alla Camera nell'ambito dell'esame della risoluzione sulla "Trasparenza degli accordi stipulati dall'Aifa con le case farmaceutiche". Grazie ai nuovi farmaci anti-epatite C curati quasi 25.500 pazienti.

Circa 3,4 miliardi di euro persi all’anno. A tanto ammonta il risparmio che verrebbe perso togliendo la confidenzialità agli accordi negoziali con le aziende farmaceutiche, secondo le stime di Luca Pani, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), oggi in audizione alla Camera, in commissione Affari
sociali, nell’ambito dell’esame della risoluzione sulla “Trasparenza degli accordi stipulati dall’Aifa con le case farmaceutiche” presentata dal M5S .  Sugli sconti vige la confidenzialità per “rispondere a un’esigenza di tipo competitivo – ha spiegato Pani – e anche per evitare anche il fenomeno delle esportazioni parallele. E’ difficile assegnare un valore preciso agli accordi negoziali, ma calcolando che i prezzi dei medicinali in Italia sono del 20% più bassi rispetto alla media europea, e considerando che la spesa totale è di 17 miliardi di euro, eliminando la confidenzialità”, con l’effetto che gli sconti  verrebbero invalidati, “si  perderebbero 3,4 mld l’anno. Per i farmaci  oncologici 1,2 miliardi. Per quelli di fascia A e H in generale 888 milioni”. Secondo il direttore, alle aziende farmaceutiche “farebbe piacere” che non fossero più confidenziali “perché in questo modo potrebbero avere prezzi più alti, che non ci possiamo permettere”.
Grazie ai nuovi farmaci contro l’epatite C “abbiamo raggiunto 25.472 pazienti e siamo dunque vicini al terzo scaglione dei 30.000, per il quale scatterà uno sconto di prezzo enormemente più significativo” spiega il direttore generale. Molti pazienti “sono ormai fuori dalle liste di attesa per un trapianto di fegato o dai controlli medici continui”. Inoltre il produttore Gilead “ha già restituito alle Regioni 43 mln di euro per la prima tranche di sconti e 193 per il secondo, quindi in tutto sui 500 milioni ascrivibili al primo anno” di trattamento. Guardando al futuro, “stanno arrivando farmaci innovativi importanti – conclude il dg – che sarebbe meglio negoziare il prima possibile, senza ritardare per ragioni economiche”.