Efpia: “Bene sistema Italia, le chiusure non preoccupino”

“L'industria farmaceutica globale apprezza il sostegno dei policy maker italiani e le politiche pubbliche di sostegno all'innovazione che hanno di fatto determinato un aumento degli investimenti di ricerca, dei posti di lavoro e delle esportazioni provenienti dall'Italia” spiega Richard Bergstrom

“L’industria farmaceutica globale apprezza il sostegno dei policy maker italiani e le politiche pubbliche di sostegno all’innovazione che hanno di fatto determinato un aumento degli investimenti di ricerca, dei posti di lavoro e delle esportazioni provenienti dall’Italia” spiega Richard Bergstrom, direttore generale della European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (Efpia) all’Adnkronos Salute.

“Le chiusure annunciate da Roche e Boehringer Ingelheim, o meglio il piano di cessione per il sito produttivo di Segrate per la prima e la riduzione del personale per la seconda, sono, secondo le stesse aziende – continua Bergstrom – il risultato di compensazioni interne sulla base dei prodotti che esse hanno, e di quelli nuovi presenti nelle pipeline. C’è una tendenza generale in direzione dei farmaci biologici, e la maggior parte delle fabbriche interessate producono “piccole molecole”, che si basano sulla chimica più tradizionale. Non credo che queste chiusure debbano essere interpretate come un segnale negativo per l’Italia”.