Spesa sanitaria dimezzata con l’uso corretto dei vaccini

I costi del servizio sanitario scenderebbero di cinquanta milioni di euro se i programmi vaccinali fossero usati in maniera adeguata. È uno dei dati emersi dal supplemento al Journal of Market Access and Health Policy, “Il valore economico delle vaccinazioni: perché prevenzione significa ricchezza”

Covid-19 vaccino

Cinquanta milioni di euro. È quanto potrebbe risparmiare ogni anno il nostro sistema sanitario se i programmi vaccinali fossero usati in maniera adeguata. Si stima che ogni anno il costo a livello nazionale per le malattie infettive si aggiri intorno ai 97 milioni di euro, ma con l’uso appropriato delle vaccinazioni questo esborso potrebbe essere ridotto del 50 per cento. È uno dei dati emersi dal supplemento al Journal of Market Access and Health Policy, dal titolo “Il valore economico delle vaccinazioni: perché prevenzione significa ricchezza”, presentato oggi in un convegno a Palazzo Madama. Si tratta di un documento diviso in 7 articoli, redatto da un gruppo di 11 esperti europei di salute pubblica e di economia provenienti da diversi Paesi (Italia, Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Regno Unito e Paesi Bassi) e da Sanofi Pasteur Msd.

“I vaccini rappresentano uno degli interventi sanitari dal miglior profilo costo-beneficio sul breve e sul lungo termine” afferma Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità. “Contribuiscono ad affrontare le malattie infettive emergenti e riemergenti, nonché a migliorare la salute di una popolazione che invecchia. Promuovere le immunizzazioni significa tutelare la qualità di vita e lo stato di salute della popolazione generale. Investire in questi fondamentali presidi di prevenzione primaria comporta enormi risparmi. È dimostrato che in Italia possiamo abbattere la spesa sanitaria del 50% proprio grazie alle vaccinazioni. Trasferire questo messaggio alla popolazione, agli operatori sanitari e alle autorità è oggi di grande rilevanza”.

In Europa, il 3% del budget assegnato ai servizi sanitari è dedicato alla prevenzione. Ma nel nostro Paese solo lo 0,3% di questi fondi è destinato alla vaccinazione e, al contempo, si registra un costante e pericoloso calo delle coperture per le malattie infettive più gravi, dicono gli esperti. A livello mondiale i vaccini prevengono ogni anno 5 milioni di morti causati da vaiolo, 2,7 milioni di casi di morbillo, 2 milioni di casi di tetano neonatale, 1 milione di casi di pertosse, 600.000 casi di poliomielite paralitica e 300.000 di difterite. “Lo stato di salute di una popolazione è determinante per lo sviluppo sociale ed economico di un Paese come il nostro”, spiega Carlo Signorelli, presidente della Società di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), tra gli autori del documento. “Bambini e adolescenti coperti contro le infezioni saranno gli adulti sani di domani. Questo genera un effetto anche sulle attività produttive, incrementando efficienza e produttività. Anche i programmi vaccinali per gli anziani – ed in particolare influenza, pneumococco e herpes zoster – contribuiscono a un invecchiamento più attivo, che implica una reale riduzione dell’impatto sulla spesa sociale. Un dato significativo, se si considera che solo in Europa il numero di persone sopra i 65 anni raddoppierà nei prossimi 50 anni e quello degli over 80 triplicherà entro il 2060”.

“L’utilizzo dei vaccini per prevenire malattie in bambini, adulti e anziani si traduce in un numero minore di visite mediche, esami diagnostici, trattamenti, ricoveri ospedalieri e, di conseguenza, in notevoli risparmi sui costi sanitari annui in Europa e quindi in Italia”, aggiunge Francesco Saverio Mennini, direttore del Centre for Economic Evaluation and Hta (Eehta) del Ceis, università di Roma Tor Vergata.

“La prospettiva di questo studio – conclude Nicoletta Luppi, presidente e amministratore Delegato di Sanofi Pasteur Msd – è quella di mettere in luce, per la prima volta, l’ampio spettro di benefici che le vaccinazioni apportano non solo a vantaggio della salute, ma anche del sistema Paese in termini economici e di welfare. Proteggere la popolazione da importanti malattie genera anche risparmi evitando ricoveri, interventi medici, ricorso ad antibiotici e ad altri farmaci e rischio di infezioni ospedaliere”, conclude, auspicando sforzi congiunti da parte delle autorità centrali e regionali su questo tipo di intervento sanitario.

“È inaccettabile – ha commentato Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, intervenendo questa mattina presentazione del libro – che i bambini paghino le conseguenze delle culture dei genitori. C’è un diritto universale alla salute. Per questo non mi stanco di dire “vaccinate i vostri figli”. E in questo la scuola deve avere un ruolo importante. Non dobbiamo avere paura di confrontarci, con regole chiare, e trasparenza anche con il mondo della produzione. Perché anche l’impresa ha una responsabilità sociale”.