Salute: pazienti a caccia di informazioni sul web, secondo riferimento dopo il medico

Secondo una ricerca di Gfk, presentata a Roma in un evento promosso da Ibsa Foundation, Internet supera farmacisti, parenti e amici e media come fonte di informazioni. Serve includere il web nell'alleanza fra paziente e medico e fornire a quest'ultimo gli strumenti per guidare la popolazione nelle ricerche online

La salute in rete: progresso o pericolo? Con questo quesito si è aperto oggi l’incontro promosso da Ibsa Foundation con Istituto Superiore di Sanità, Aifa e altri esperti all’Università La Sapienza di Roma. Siti, blog e forum vengono infatti utilizzati oramai da una persona su quattro per ricercare informazioni di salute, prima ancora di consultare un medico, con il rischio di imbattersi in informazioni sbagliate. Secondo una ricerca realizzata da Gfk, presentata nel corso dell’evento, il web è diventato oggi il secondo riferimento in tema di salute per il 49% degli intervistati, dietro al medico che mantiene il primato, ma prima della figura tradizionale del farmacista (37%), di parenti e amici (36%) e infine dei media (24%). Diverse le informazioni ricercate a seconda della gravità delle condizioni di salute: il 59,3% è a caccia informazioni sui centri di eccellenza, l’83,7% sullo specifico problema di salute, mentre tra chi ha non ha problemi di salute il 58,2% cerca informazioni su corretti stili di vita o comportamenti salutistici.

Restringendo il campo alle informazioni ricercate solo su internet emerge che l’83% degli intervistati cerca informazioni riguardanti le patologie, il 66% sulle possibilità di cura e il 64% sui corretti stili di vita. Le ricerche comprendono inoltre informazioni specifiche sui farmaci prescritti dal medico (44%) e sui farmaci da banco (35%). Dopo aver trovato online informazioni sulla salute, il 63% del campione si reca dal proprio dottore di fiducia per ulteriori delucidazioni e approfondimenti.”La salute è uno dei campi della vita sociale in cui la comunicazione può giocare un ruolo significativo sul piano dell’affidabilità e dell’efficacia – spiega Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma – Tuttavia oggi assistiamo alla crisi della mediazione nella professione medica. Il disagio di questo passaggio d’epoca è soprattutto alla confluenza tra diversi diritti in competizione:  il paziente, il medico, il comunicatore”. Per Valentina Mantua, psichiatra e dirigente Medico dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), “la democratizzazione dei dati e delle informazioni nel campo della salute provocherà una rivoluzione paragonabile a quella seguita all’introduzione sul mercato degli smartphone”. La sfida l’Agenzia è, già oggi, “quella di offrire dati e informazioni a una platea di utenti in crescita, che siano certificati e validati dal punto di vista regolatorio”.

Spesso la ricerca di informazioni sul web viene vista come  una “minaccia” del medico: solo il 10% dei medici di medicina generale e il 17% degli specialisti pensa che sia utile cercare informazioni su internet e utilizzarle per confrontarsi con il medico e comprendere meglio la propria situazione. Secondo Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il web “rappresenta un’enorme opportunità in termini di conoscenza, ma nell’esplorare la rete sono necessari gli strumenti per orientarsi sull’autorevolezza delle fonti che producono informazioni e in medicina la qualità delle informazioni è una questione centrale. In Italia – continua Ricciardi – esistono tanti siti che producono informazioni di ottima, buona, media e scarsa qualità in diversi argomenti di salute. Ciò che manca è un portale che in qualche modo sia di riferimento per tutti i temi di natura medica capace di  fornire indicazioni basate su evidenze scientifiche. Serve un filo di Arianna per orientarsi nel labirinto delle tante e disparate fonti che circolano sul web, uno strumento flessibile, semplice nel linguaggio ma rigoroso nei contenuti che nel dialogare con il cittadino educhi al metodo scientifico e rinsaldi la sua alleanza con il medico”.

In questo contesto è quindi fondamentale favorire l’alleanza fra paziente e medico, includendo nella relazione anche Internet, e fornire al clinico gli strumenti per guidare la popolazione nelle ricerche online. Ed è su questo ambito che sta lavorando Fondazione Ibsa: “Lo scopo della Fondazione – spiega il direttore  Silvia Misiti, direttore della Foundation – è di favorire una migliore conoscenza e analisi delle evoluzioni del panorama della salute e delle sue sfide. La “salute 2.0” è di certo una di queste”.