FederAnziani: da Rimini le proposte per una sanità a misura di “senior”

È in corso il III Forum della Salute di Senior Italia FederAnziani che si è aperto con la firma del protocollo di intesa con Sunifar e Anpci. Appello per l’istituzione di un Fondo Nazionale per l’Oncologia

Costruzione di un modello di consenso informato per i dispositivi medici, chiusura dei piccoli ospedali e progettualità per potenziare l’aderenza alla terapia e migliorare la gestione delle cronicità a livello territoriale. Con queste proposte si è aperto il IV Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute di Senior Italia FederAnziani in corso fino a domenica 22 novembre nella cornice del Palacongressi di Rimini. Anche quest’anno il Congresso si tiene in concomitanza con il Forum della Salute, l’appuntamento – giunto alla terza edizione –  di incontro, informazione e confronto tra istituzioni, cittadini e aziende sui temi legati a salute e benessere. “La prevenzione e gli stili di vita rappresentano, infatti, una priorità assoluta, così come l’appropriatezza delle cure e l’aderenza alle terapie – ha sottolineato Sergio Pecorelli, presidente del Congresso e dell’Agenzia Italiana del Farmaco, oltre che rettore dell’Università degli Studi di Brescia Health&Wealth – Un nuovo modello di Welfare è più che mai necessario per continuare a garantire una qualità di vita più che dignitosa a tutte le età ed elevati standard di assistenza”.

A sancire l’inizio dei lavori congressuali è stata la firma di un’importante patto a difesa della ruralità: un protocollo di intesa tra Senior Italia FederAnziani, Sunifar (Sindacato Unitario Farmacisti Rurali) e Anpci (Associazione Italiana Piccoli Comuni Italiani). Obiettivo del protocollo è di coordinare programmi e azioni volte alla tutela delle popolazioni dei piccoli comuni, in vista della legge Delrio che prevede l’accorpamento delle funzioni amministrative di tutti i comuni con meno di cinquemila abitanti. “Chi vuole toccare le farmacie rurali – avverte Roberto Messina, presidente nazionale di Senior Italia FederAnziani – dovrà prima passare sui 3 milioni e mezzo di nostri aderenti. . Siamo contrari all’accorpamento dei piccoli comuni e alla liberalizzazione della fascia C. Le sette mila farmacie rurali italiane vanno preservate perchè sono l’unico presidio sanitario che spesso i nostri aderenti hanno nelle piccole comunità”. Il protocollo segue di poche settimane un’altra alleanza strategica siglata da FederAnziani con un importante attore del percorso di cura dei pazienti: gli infermieri. Con la firma della collaborazione con Ipasvi (Federazione Nazionale Collegi Infermieri) lo scorso 4 novembre, le due parti si sono impegnate a promuovere protocolli di intesa territoriali presso i Collegi provinciali Ipasvi e le articolazioni territoriali di FederAnziani e a individuare iniziative congiunte.  Nuovi modelli e nuove strategie a favore della “Terza età”. Su questo fronte, nella tavola rotonda con Governo e Regioni, la Federazione ha espresso la propria volontà a lavorare con le istituzioni. “Vogliamo condividere le scelte di politica sanitaria sia a livello regionale che nazionale per concorrere alla individuazione di nuove strategie utili per pazienti e istituzioni – ha sottolineato Messina – ma per farlo è necessario di modificare il rapporto cittadino – istituzioni, aumentando livelli di consapevolezza e condividendo responsabilità delle scelte, per un comune interesse.” Senior Italia FederAnziani si propone quindi “anche con progettualità proprie – continua il presidente – come interlocutore che può contribuire alle scelte che si devono fare”.

Tra le ultime iniziative della Federazione rientrano la Carta Europea dei Diritti dei Cittadini Over 65 con dolore cronico, i corsi per l’alfabetizzazione della popolazione anziana e una serie di eventi sull’aderenza alla terapia, un tema al centro quest’anno della Giornata Europea per il Diritto alla Salute (European Day for Health Rights), promossa da Senior International Health Association (Siha) che si inserisce nella cornice congressuale. Non solo, nella tre giorni sono in corso anche diciotto tavoli tecnici che condurranno all’elaborazione di documenti in grado di contribuire alla definizione di un modello avanzato di Sistema Sanitario che promuova corretti stili di vita, la centralità della prevenzione, cure evolute e la piena presa in carico del paziente. Composti da esponenti della sanità riuniti in Commissioni Tecniche Nazionali monotematiche, i tavoli spaziano dalla psichiatria alla dermatologia, all’ematologia, all’oncologia fino alla nutrizione e al dolore e alla medicina difensiva.

Un altro appello mosso da Senior Italia alle istituzioni nel corso dell’incontro è l’istituzione in Italia di un Fondo Nazionale per l’Oncologia. “L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa: il 20% della popolazione ha oltre 65 anni, per un totale di 12 milioni di persone – spiega Messina, presidente nazionale Senior Italia FederAnziani -. E l’invecchiamento rappresenta un fattore determinante nello sviluppo del cancro. È essenziale creare subito questa fonte specifica di risorse dedicate per far fronte alle richieste di tutti i cittadini colpiti dalla malattia e per garantire i migliori trattamenti disponibili senza differenze fra le varie Regioni”. In cinque anni (2009-2013) sono state introdotte a livello globale 37 nuove molecole anticancro – di cui dieci nel 2014  – ma i pazienti italiani “hanno avuto accesso solo a 22 delle 37 nuove molecole – spiega FederAnziani – la disponibilità più ampia è stato offerta dagli Stati Uniti (31 su 37), Germania (28 su 37) e Gran Bretagna (28 su 37). Grazie alle nuove terapie, oggi il 60% dei pazienti guarisce da un tumore, mentre erano poco più del 30% alla fine degli anni Settanta e quasi il 47% negli anni Novanta.  Nel 2015 sono previste 363mila nuove diagnosi, di cui più della metà riguarda gli over 70. “L’Istituzione di un Fondo Nazionale – continua Messina – consentirà anche di migliorare il coinvolgimento degli anziani nei programmi di screening e nelle sperimentazioni cliniche dei trattamenti innovativi”. A sostegno della proposta è stata aperta una petizione popolare con una raccolta di firme a partire dal Congresso di Rimini fra i sette mila delegati.

Protagonista dell’evento emiliano è stata anche la nutrizione clinica, con la presentazione da parte dell’ Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi) delle cinque sfide da affrontare per il benessere e la salute degli anziani individuate nel Manifesto delle criticità in nutrizione clinica e preventiva, presentato in occasione di Expo. “Delle dieci sfide contenute nel Manifesto cinque di esse interessano anche la popolazione anziana” commenta Lucio Lucchin, past president Adi e promotore del Manifesto. Ad oggi sono 1,8 milioni gli anziani obesi in Italia, 1,9 milioni gli ultra sessantenni a rischio malnutrizione, 1,8 milioni quelli affetti da sarcopenia, 19.500 sono i pazienti che ricorrono alla nutrizione artificiale a domicilio e 9,4 milioni quelli con carenza di vitamina D. Grazie all’appoggio del Ministero della Salute, con il quale è stato tenuto un primo tavolo tecnico lo scorso 19 ottobre, l’Adi sta lavorando per far diventare quanto prima attuabili e concrete le proposte contenute nel documento. “Troppo spesso quando si parla di nutrizione e alimentazione si fa riferimento alle criticità che interessano i bambini o gli adulti – conclude Lucchin – ma pochi riflettono su come si nutrono gli anziani”.

 

PROTOCOLLO INTESA SENIOR ITALIA-SUNIFAR-ANPCI

PROCOLLO INTESA IPASVI-SENIOR ITALIA