Reumatologi a congresso: “Lasciare la decisione delle prescrizioni diagnostiche allo specialista”

Al 52° Convegno della Società italiana di reumatologia, i clinici sottolineano la centralità della loro figura e lanciano cinque progetti strategici di ricerca per il 2015-2019 per la lotta alle malattie reumatiche

Nelle mani del reumatologo la prescrizione degli esami diagnostici non è un costo, ma un investimento. È quanto sostenuto a gran voce dagli specialisti riuniti in questi giorni a Rimini per il 52° congresso della Società italiana di reumatologia (Sir). All’indomani del placet espresso dalla Conferenza Stato-Regioni al decreto appropriatezza prescrittiva, i reumatologi sottolineano la centralità della loro figura nell’identificazione dei pazienti a rischio e nella decisione della prescrizione di alcuni accertamenti che possono essere essenziali per la diagnosi precoce. Prima fra tutti, la risonanza magnetica nucleare. “Nelle malattie reumatiche che interessano la colonna lombare, come ad esempio le spondiloartriti sieronegative – spiega Ignazio Olivieri, presidente della Sir – la risonanza del bacino, della colonna e delle articolazioni sacro-iliache è l’unico esame che ci permette una diagnosi precoce e con questa, un trattamento tempestivo, con minori costi a medio-lungo termine per la gestione dell’invalidità che queste malattie possono causare se non curate opportunamente. Se richiesta sulla base di un sospetto clinico, chiaramente evidenziato – continua Olivieri – la risonanza magnetica è un esame essenziale, perché ci permette una diagnosi precoce. La cosa importante e lasciare al reumatologo la decisione se e quando farla”.

In ottica di costi, largo spazio è stato dedicato nel corso del congresso anche al trattamento con i farmaci biologici, la cui introduzione ha portato a un significativi benefici alla qualità di vita dei pazienti, ma ha posto anche un importante problema di sostenibilità, per gli alti costi delle terapie. “E’ stato valutato, infatti, che la spesa annua per un paziente trattato con un farmaco sintetico si aggira intorno ai 700 euro – spiega Luigi Di Matteo, consigliere nazionale della Sir – mentre l’associazione di questo farmaco con un biologico fa incrementare i costi di circa 9.000 euro”. Dobbiamo, però, tenere in considerazione un fatto, prosegue il clinico, “che i costi diretti e indiretti per un paziente con artrite reumatoide di stadio moderato- grave (ACR II) sono di circa 12.000 euro all’anno, mentre quelli per un paziente con stadio di malattia lieve (ACR I) sono di circa 3.000 euro l’anno. Se, dunque, grazie all’uso della terapia combinata (farmaco sintetico + biologico), si riesce a far regredire la malattia da uno stadio ACR II a ACR I, restituendo il paziente ad una qualità di vita quasi ottimale – conclude Di Mattero – e il maggior costo terapeutico viene coperto dai minori costi sociali, facendo scendere la differenza dei due trattamenti a pochi euro l’anno” E tanto l’intervento è precoce, tanto maggiore è il guadagno in termini di salute ed economicità. Possibili risparmi che possono essere ottenuti anche grazie all’introduzione di alcuni farmaci biosimilari, su cui la Sir ha recentemente espresso la propria posizione in un documento ufficiale sulla loro prescrizione.

Durante l’incontro i clinici hanno inoltre messo in evidenza il ruolo chiave che l’alimentazione sta assumendo nei processi infiammatori (flogosi) di molte malattie reumatiche.  Suggeriti dai reumatologi, infatti, particolari regimi alimentari (poveri di proteine animali, latticini e glutine) possono migliorare lo stato di salute del paziente e, di conseguenza, ridurre l’uso dei farmaci antinfiammatori tradizionali, evitando gli effetti collaterali ad essi collegati. Infine, per promuovere la ricerca clinica sulle malattie reumatiche nella fase precoce, tra le priorità dei prossimi anni, la Società ha lanciato cinque progetti di ricerca strategici per il periodo 2015-2019: il progetto Mitra (Methotrexate in Italian patients wiTh Rheumatoid Arthritis) per descrivere la realtà italiana sul trattamento precoce dell’artrite, con un focus particolare sull’impiego del methotrexate; Lire (Lupus italian registry)  per descrivere le caratteristiche socio-demografiche, cliniche e sierologiche dei pazienti affetti dalla malattia; Attack (Assessing of The diagnosis and TreAtment of Crystal-induced arthritis) per valutare l’appropriatezza diagnostica e terapeutica nella gestione dei pazienti con gotta e artrite da pirofosfato di calcio; Spring (Systemic sclerosis progression Investigation) per descrtivere le caratteristiche cliniche, di laboratorio e strumentali dei pazienti con sclerosi sistemica; Esort (Early symptomatic osteoarthiris Register) per studiare la storia naturale dell’osteoartrosi.