Shionogi lancia anche in Italia ospemifene contro l’atrofia vulvare e vaginale

Il nuovo farmaco orale non è un ormone ma un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERM). Migliora i sintomi post-menopausali di cui soffre una donna su due

Arriva in Italia un nuovo farmaco orale per il trattamento dell’atrofia vulvare e vaginale sintomatica (AVV). Si chiama ospemifene (nome commerciale Senshio, prescrivibile in fascia C, lo produce Shionogi,) ed è un nuovo modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERM, Selective Estrogen Receptor Modulator). Non è un ormone ma induce alcuni degli effetti benefici degli estrogeni e aiuta a migliorare i sintomi dell’AVV, sia nelle forme moderate che severe nelle donne in post-menopausa che non sono candidate alla terapia estrogenica vaginale locale. Come spiegato a Milano da Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’ospedale San Raffaele, “Ospemifene permette di migliorare sintomi come la secchezza vaginale e la conseguente dispareunia, ossia il dolore causato da una secchezza severa durante i rapporti intimi. La disponibilità di un trattamento orale è importante poiché non solo riduce i sintomi, favorendo l’intimità di coppia, ma migliora notevolmente anche la qualità di vita della donna che soffre di AVV, una condizione cronica nella metà delle donne che entrano in menopausa”. Ma non solo: “Può essere usato nelle donne con tumore al seno che abbiano completato le cure ormonali e inoltre in quelle donne che hanno timore degli ormoni o non amano le terapie locali” aggiunge Alessandra Graziottin. Non essendo un ormone, ma un SERM, ospemifene “è quindi in grado, a seconda dell’organo e del tessuto, di bloccare i recettori estrogenici, ad esempio a livello della mammella, oppure di stimolare i recettori estrogenici a livello di tutti i tessuti vaginali, assicurando così un buon trofismo dei tessuti e, di conseguenza, una buona lubrificazione”.
Gli studi clinici hanno dimostrato efficacia e buona tollerabilità nel trattamento dei disturbi vaginali correlati alla post-menopausa (secchezza e dyspareunia) dopo 12 settimane di trattamento alla dose di 60 mg/die. I miglioramenti oggettivi si sono mantenuti in un follow up di 52 settimane e anche successivamente nell’80% delle pazienti. Dopo un anno di trattamento non è stata osservata alcuna modificazione significativa nell’istologia endometriale.