Report Ims: per la sostenibilità dei Ssn è chiave la competizione generata dai biosimilari

Commissionato dalla Ce, il rapporto (dati 2014) è stato presentato nel corso di un convegno a Bruxelles. Assobiotec: "Fondamentale continuare a definire politiche per la competizione nel mercato dei farmaci biologici a brevetto scaduto con il rispetto della libertà prescrittiva dei medici"

L’utilizzo dei biosimilari in Italia è sostanzialmente in linea con la media europea sia rispetto al prodotto di riferimento, sia rispetto al mercato totale. Con un’unica eccezione: la somatropina. E’ quanto evidenziato da un report di recente pubblicazione redatto da Ims Health per la  Commissione Europea, intitolato “The impact of Biosimilar Competition”, presentato lo scorso ottobre a Bruxelles in occasione del workshop “Market access to and uptake of biosimilar medicinal products“. Un mercato oggi in fermento: le aziende attive nello sviluppo di biosimilari, infatti, stanno continuando ad aumentare e di conseguenza i prodotti in porfolio sono sempre più diversificati. Sulla base dei dati del 2014, il rapporto ha analizzato gli effetti generati dalla competizione nel mercato dei farmaci biologici a brevetto scaduto. Primo fra tutti, l’abbassamento dei prezzi prodotto da una competizione sostenibile. Quest’ultimo, precisa l’analisi, ha un impatto maggiore sull’utilizzo (accesso dei pazienti) nei paesi dove, all’origine, si registrava un basso utilizzo di farmaci biologici.

 

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“L’aumento della competizione dei prodotti biosimilari – spiega il rapporto – non impatta solo sul prezzo del prodotto direttamente comparabile ma ha anche sul prezzo di tutta la classe di quel prodotto”. Le nazioni con una riduzione dei prezzi maggiore hanno mostrato un abbassamento tra 50-70%.  Dall’analisi di Ims emerge però una  debole correlazione tra la quota di mercato dei biosimilari e la riduzione dei prezzi. “Rispetto ai farmaci generici, i farmaci biosimilari hanno un programma di sviluppo molto complesso e costoso e non ci si può attendere una riduzione dei costi di pari livello” delinea il rapporto.

 

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Differente è anche il comportamento delle aziende produttrici degli originator nella competizione verso i biosimilari, rispetto ai generici. Diverse le azioni intraprese per affrontare la competizione delineate nel report: dal lancio di prodotti innovativi a lunga durata d’azione o peghilati senza un “premium price” verso il prodotto a breve durata d’azione (con il cambio quindi del paradigma di trattamento e delle modalità di utilizzo), all’effettiva riduzione del livello di prezzo, al lancio da parte delle stesse aziende originator di prodotti propri biosimilari.

E’ quindi fondamentale “continuare a definire politiche che contemperino la competizione nel mercato dei farmaci biologici a brevetto scaduto – è l’invito dell’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie (Assobiotec) – con il rispetto della libertà prescrittiva dei medici ed il diritto dei pazienti alla continuità terapeutica, armonizzando attorno a tali principi la legislazione, la regolazione e i processi di acquisto”.

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