Cancro, esenzioni fasce di reperibilità per lavoratori privati: per Favo è stata fatta (quasi) equità

I ministri Poletti e Lorenzin hanno firmato il decreto interministeriale Welfare-Sanità che definisce la disciplina. Favo: "Nulla è previsto per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps"

La disciplina dell’esenzione dalle fasce di reperibilità per i lavoratori privati malati di cancro o di altre malattie gravi e invalidanti è ora definita. I ministri Giuliano Poletti e Beatrice Lorenzin hanno, infatti, siglato il decreto interministeriale Welfare-Sanità, di attuazione dell’art. 25 del D. Lgs.14 settembre 2015, n. 151. La firma è stata accolta con favore dalla Federazione Associati per i malati oncologici (Favo) che da anni si batte per avere chiarimenti sulle fasce di reperibilità in caso di malattia per i lavoratori malati oncologici durante il periodo di cura della patologia.”Finalmente equità è fatta, o quasi” ha sottolineato il segretario generale della Federazione, Elisabetta Iannelli. I provvedimenti ministeriali del 2009 riguardavano solo i dipendenti del pubblico impiego “e così è stato fino ad oggi”. Con il nuovo decreto interministeriale “certamente è stata eliminata un’ingiusta disparità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati affetti da gravi malattie” continua Iannelli, che evidenzia però il problema dei lavoratori autonomi: “Nulla è previsto per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS che sono malati di cancro, e gli altri in analoga condizione di grave malattia, che continueranno a sentirsi costretti agli arresti domiciliari per essere sempre reperibili in caso di visite fiscali che accertino la loro malattia!”. L’esigenza di fasce di reperibilità in malattia “dovrebbe essere soddisfatta, in caso di patologie gravi con cure salvavita dalle, spesso numerose, certificazioni mediche che il lavoratore è in grado di produrre – spiega Iannelli – e produce nel momento in cui non può lavorare per ragioni di salute, cosa che giustifica, evidentemente, l’impossibilità temporanea della prestazione lavorativa”. I lavoratori malati di cancro “sono tutti uguali  – conclude il segretario generale – o così dovrebbe essere nel rispetto delle esigenze di cura e di tutela del lavoro tutelate dalla Carta Costituzionale fino alle più elementari norme contrattuali”.