Cannabis terapeutica, ok del Consiglio dei ministri a depenalizzazioni

Passa a illecito amministrativo la violazione dell'autorizzazione alla coltivazione della cannabis a scopi terapeutici, ma solo per i soggetti autorizzati

Approvati dal Consiglio dei ministri nella riunione odierna due decreti legislativi del pacchetto depenalizzazioni. Sono depenalizzati tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale e una serie di reati presenti invece nel codice penale. Rimangono dentro il sistema penale, e quindi esclusi dal provvedimento, i reati che pur prevedendo la sola pena della multa o dell’ammenda attengono alla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti.
Passa a illecito amministrativo anche la violazione dell’autorizzazione alla coltivazione della cannabis a scopo terapeutico per i soggetti autorizzati. Gli impianti autorizzati in Italia “sono pochissimi e pubblici, con alta sorveglianza su questa linea di produzione” ha sottolineato il ministero della Salute. Sull’approvazione di oggi del Cdm, il ministro Lorenzin ha chiarito: “Non c’è nessuna depenalizzazione della cannabis, abbiamo già autorizzato la produzione a uso  terapeutico,  l’ho fatto io stessa nel 2015. In questo Consiglio dei ministri si sono soltanto depenalizzate alcune prescrizioni: se ci sono delle prescrizioni in cui ci sono errori o violazioni, alla prima violazione scatta un’ammenda amministrativa molto pesante e poi, se non si ripristina la procedura corretta, viene revocata l’autorizzazione”. Dichiarandosi contraria  alla depenalizzazione delle droghe, il ministro ha precisato che in questo caso “stiamo parlando di procedure in impianti autorizzati per legge, dove ci sono delle questioni tecniche che hanno una procedura interna. In questo caso l’aspetto penale sarebbe stato anche d’intralcio: meglio essere rigorosi subito e far pagare un’ammenda pesante e poi, se non viene ripristinata la procedura, l’autorizzazione è revocata e l’impianto viene chiuso”.