Migranti: da Aifa e ministero della Salute un progetto per garantire l’accesso ai farmaci

In occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (17 gennaio), Lorenzin, Pani e Melazzini presentano un’iniziativa comune rivolta alle persone più fragili e vulnerabili che, spesso, arrivano nel nostro Paese in condizioni di salute precarie

L’accesso alle cure farmacologiche è un “diritto inalienabile della persona” e occorrono sforzi concreti per garantirlo anche ai migranti che arrivano in Italia, spesso con uno stato di salute precario. Da questa premessa nasce il progetto “Accesso ai farmaci, un diritto umano” presentato oggi da ministero della Salute e Agenzia italiana del farmaco (Aifa), a pochi giorni dalla Giornata mondiale del migrante e del rifugiato indetta per il 17 gennaio nell’ambito del Giubileo della Misericordia.

Il primo obiettivo del progetto – in funzione di un approccio terapeutico mirato ed efficace – è quello di reperire tutte le informazioni utili sullo stato di salute dei migranti che arrivano in Italia, sulle patologie identificate e sui trattamenti ricevuti nel corso della permanenza. Una database, insomma, da utilizzare come bussola per gli interventi da mettere in campo. “La possibilità di avere a disposizione un database con una cartella clinica che accompagni la storia del migrante e possa essere veicolata su tutto il territorio europeo – sottolinea il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – è un’ulteriore risorsa che il nostro Paese mette a servizio della salute pubblica, della solidarietà e della sicurezza”.

Il secondo obiettivo è quello di rafforzare la collaborazione fra istituzioni – Aifa e ministero in prima linea – con le organizzazioni non governative, gli esperti e i soggetti attivi nel campo dell’assistenza ai soggetti più deboli, come l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp). Un network che dovrà garantire uno scambio di informazioni finalizzato all’acquisizione di dati da utilizzare in ambito regolatorio, ad esempio per il monitoraggio dell’appropriatezza delle prescrizioni e dell’aderenza alle terapie in questa categoria di pazienti. “Acquisire informazioni sui trattamenti cui vengono sottoposti questi pazienti e sui loro effetti – sottolinea il direttore generale dell’Aifa, Luca Pani – ci consentirà di conoscere meglio pazienti con background genetico e stili di vita differenti che dobbiamo comunque essere in grado di trattare in modo sicuro ed efficace”. Infine, l’iniziativa prevede anche la nascita di una nuova sezione sul portale dell’Aifa, in italiano e in inglese, all’interno dello spazio “Rapporti internazionali”, che conterrà tutte le informazioni aggiornate sul tema.

“L’Aifa ha avvertito il dovere etico e sociale di promuovere e proteggere, attraverso l’uso appropriato dei farmaci, la salute di malati vulnerabili, quali sono i migranti, gli emarginati e le fasce deboli della popolazione, e favorire una maggiore comprensione dei diritti e delle modalità di accesso alle cure da parte di questi pazienti”, commenta il neopresidente dell’Aifa, Mario Melazzini, sottolineando che l’agenzia “non poteva sottrarsi alla responsabilità di porre un’attenzione speciale a una realtà fragile sempre più presente sul nostro territorio, quale quella dei migranti”.