È colpa della disinformazione se in Italia la copertura vaccinale cala

Un’indagine condotta da Eurispes ha rilevato che a diffondere le false percezioni è soprattutto il web. In Italia la quasi totalità dei genitori che naviga in rete usa le informazioni per prendere decisioni circa la propria salute. La validità delle notizie però, non è sempre attendibile e autorevole

In Italia in nessuna regione si raggiunge la soglia di copertura vaccinale ottimale del 95%, per i vaccini contro morbillo, parotite e rosolia, secondo i dati diffusi ieri dal ministero della Salute. E i numeri sono in calo costante. La colpa? Secondo un’indagine condotta da Eurispes della disinformazione. La ricerca, presentata oggi, ha rilevato che a diffondere le false percezioni è soprattutto il web. In Italia, dell’80% dei genitori che navigano sulla Rete, il 70% usa le informazioni per prendere decisioni circa la propria salute, il 16% sfrutta Internet per acquisire indicazioni sulle vaccinazioni.

“La validità delle notizie non è sempre attendibile e autorevole” sottolineano gli esperti dell’Eurispes. “Caso emblematico, la presunta correlazione tra il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) e l’aumento dei casi d’autismo. In secondo luogo, alla base della contrazione, vi è la percezione stessa dei vaccini, ritenuti inutili, in quanto non si avverte più la gravità di malattie, come morbillo o pertosse, ritenute ormai sconfitte”.

In Italia, come si legge nel rapporto, diminuisce di un punto percentuale all’anno il tasso di adesione alle vaccinazioni. In alcune regioni il decremento è più evidente: nella Prov. Autonoma di Bolzano la copertura vaccinale obbligatoria cala di circa il 6% rispetto alla media nazionale ( 94%), seguita dalla Valle D’Aosta (-4%). Entrambe le regioni registrano il record negativo anche sul fronte delle vaccinazioni consigliate. Anche alcune regioni del Sud Italia, Campania, Calabria e Sicilia, insieme alle Marche, mostrano una generalizzata disaffezione nei confronti dell’intero programma vaccinale.